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Terminale offshore di rigassificazione sicuro e sostenibile

api nova energiaFalconara Marittima – Un progetto unico nel suo genere con un basso livello di impatto ambientale ed un elevato tasso di sicurezza. Questo è quanto è emerso dal workshop di presentazione del terminale offshore di rigassificazione di api nòva energia che dovrebbe essere realizzato al largo delle coste di Falconara Marittima, con il semplice adeguamento dell’attuale terminal petrolifero.

I dettagli tecnici e di esercizio sono stati presentati e discussi in un incontro ad Ancona a Villa Favorita, sede dell’Istao, dall’amminstratore delegato di api raffineria di Ancona Giancarlo Cogliati insieme ai due partner tecnici l’Ing. Alessandro Radicioni di Saipem e l’Ing. Angelo Lo Nigro di Rina Services. “Si tratta di un progetto altamente innovativo e capace di dare un forte contributo al territorio ed all’economia regionale” ha sostenuto Cogliati.

Il terminale offshore di api che, per le sue caratteristiche di eccellenza sul piano ambientale e della sicurezza, ha ricevuto anche un riconoscimento formale dall’Unione Europea , sarà realizzato con le migliori tecnologie consolidate, nella massima sicurezza, con il minor impatto ambientale e con una forte connotazione territoriale.

Dal dibattito in particolare è emersa l’unicità in termini di sicurezza e di compatibilità ambientale: limitati gli interventi sull’attuale terminale petrolifero, a 16 km al largo di Falconara, che sarà semplicemente adeguato per l’attracco di navi gasiere dotate di sistemi di rigassificazione; limitata (al massimo 5 giorni) anche la permanenza delle gasiere, che si alterneranno senza interferenza con le petroliere. La parte più consistente del progetto prevede la realizzazione di una condotta a mare di 16 km, di un tratto a terra lungo 800 metri nell’area dello stabilimento api e di un altro di 3,4 km fuori dal perimetro della raffineria che porterà il gas nella rete nazionale presso il già esistente impianto di ricompressione Snam Rete Gas a Rocca Priora.

Altro elemento di spicco: non è previsto lo stoccaggio del gas né a mare né a terra.

Per il procedimento di rigassificazione, che riporterà in fase gassosa il gas liquefatto, il semplice attracco delle gasiere (circa 35 l’anno) al terminale offshore api esistente.

L’intervento – ha ribadito l’ad – non è invasivo. Insiste su aree già sottoposte a vincoli e limitazioni per l’attività petrolifera ed è di basso impatto”. Non ci sono interferenze con aree protette e habitat naturali, nessun rischio di inquinamento dell’acqua (il gas liquefatto eventualmente sversato si disperderebbe subito in atmosfera), impatto “irrilevante” per l’immissione di acqua fredda in mare e “ininfluente” per l’ipoclorito di sodio (usato per tenere pulito l’interno di tubi e condotta): allo scarico la concentrazione “é pari alla metà dei limite di legge (100 microgrammi per litro), che diventano 20 microgrammi per litro a 200 metri)”, nessun impatto acustico.

Secondo l’ad di api raffineria, saranno invece notevoli i vantaggi per il territorio, a partire dal porto di Ancona, dalle imprese dell’indotto, senza contare la possibilità per le aziende locali di ottenere prezzi competitivi per i rifornimenti energetici. Previsti investimenti per circa 200 milioni, lavoro per oltre 150 persone al mese per un anno e mezzo. Quindici o venti gli addetti in più quando si arriverà a regime.

Il progetto, realizzato con partner importanti come Saipem (ingegneria offshore), Rina (studi navali), Cnr e Snam Rete Gas, ha ottenuto anche un contributo europeo. Opera di carattere strategico nazionale, sarà il secondo in Adriatico, il primo nelle Marche.

Leggi anche l’articolo “” (Parte 2 del Workshop)