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Rigassificatore – Punti qualificanti
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I lavoratori api vogliono il rigassificatore
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Rigassificatori – La parola a esperti e ricercatori

Il workshop è proseguito con un confronto sulle tematiche generali di sicurezza e ambiente connesse a questa tipologia di impianti che ha visto la partecipazione di alcuni tra i più qualificati esperti del settore.

RigassificatoreIl professor Severino Zanelli, dell’Università di Pisa, ha messo a confronto gli impianti di rigassificazione onshore e quelli offshore. In particolare ha descritto le differenze operative e progettuali e le caratteristiche tecniche degli impianti anche attraverso degli esempi concreti di rigassificatori già esistenti. “Tali impianti – ha dichiarato – possono certamente coesistere con il territorio, a fronte di una serie di interventi di monitoraggio, quali, ad esempio, la presenza di una boa galleggiante per le previsioni metereologiche (per altro già presente a Falconara) utili a prevedere eventi di particolare intensità”.

La professoressa Gigliola Spadoni, dell’Università di Bologna, si è soffermata sulle problematiche tecniche legate all’utilizzo dell’acqua marina per gli scambiatori e all’immissione di ipoclorito di sodio nell’acqua di mare, concludendo che il quadro relativo al terminale offshore di rigassificazione api appare del tutto tranquillizzante. In particolare l’immissione di ipoclorito di sodio nell’acqua di mare, pari alla metà del limite di legge allo scarico (16 km dalla costa) che diventano meno di 20 microgrammi per litro a 200 metri dallo scarico arrivando a 4 microgrammi per litro a 1.000 m di raggio e a 2 microgrammi per litro a 1.600 m.

Il professor Alessandro Mancinelli, dell’Università Politecnica delle Marche, ha posto l’attenzione sulla sicurezza e sulle analisi di rischio che devono prevedere procedure operative ad hoc. “I terminali come quello previsto da api nòva energia – ha spiegato – non presentano particolari criticità e ciò è confermato anche dalla semplicità del progetto. In ogni caso un piano generale preventivo che preveda i casi di avverse condizioni meteo – marine potrebbe aumentare gli indici di sicurezza”.

Di assoluta attualità il contributo di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, uno dei massimi esperti del settore, che ha posto l’accento sull’importanza della realizzazione di impianti come il terminale offshore di api nòva energia per il contributo che può apportare all’attuale necessita di fronteggiare la carenza di fonti di approvvigionamento energetico e la conseguente necessità di importazione che interessa il territorio italiano e in modo particolare alcune regioni, tra le quali spicca la stessa regione Marche.

Un ulteriore spunto di riflessione:

in Giappone ci sono 27 rigassificatori e due si trovano nella zona colpita dal sisma. Ma in quegli impianti non è successo niente. Tabarelli, in conclusione, ha sottolineato l’importanza strategica di legare la realizzazione di questo progetto all’evoluzione tecnologica del sito api di Falconara Marittima.

Leggi anche l’articolo “Terminale offshore di rigassificazione sicuro e sostenibile” (Parte 1 del Workshop)