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dossier aria falconara
Falconara, Qualità dell’Aria in miglioramento
6 giugno 2018

RAPPORTO SULLA QUALITA’ DELL’ARIA NEL TERRITORIO DI FALCONARA M.MA E CONFRONTO CON LA SITUAZIONE REGIONALE

(Dati 2011-2017 – di Giovanni Bartolini e Roy Gianni)


Indice


 

IL RAPPORTO IN BREVE: METODO DI LAVORO E PRINCIPALI CONCLUSIONI

Questo rapporto nasce con l’obiettivo di offrire un contributo trasparente e oggettivo alla discussione pubblica che sempre più spesso si sta sviluppando intorno alla qualità dell’aria sul territorio di Falconara, con particolare riferimento all’impatto della raffineria api.

Le considerazioni che emergono scaturiscono dall’analisi dei dati rilevati dalle centraline di monitoraggio che compongono la Rete di Rilevamento della Qualità dell’Aria, gestita dall’ARPAM per conto della Regione Marche. Tutti i valori riportati, quindi, sono pubblici e reperibili all’interno del sito wwww.arpa.marche.it.

Il periodo considerato va dall’anno 2011 all’anno 2017, in modo da offrire una lettura su un arco di tempo sufficientemente lungo e rappresentativo. Va sottolineato che con la razionalizzazione della rete di rilevamento effettuata nel 2013, quando la competenza della gestione è passata dalle Province alla Regione e, per conto di questa, all’ARPAM, le attività di manutenzione e riorganizzazione della strumentazione hanno comportato periodi di assenza di dati.

Gli inquinanti presi in considerazione nel report sono SO2, H2S, NO2 C6H6 PM10, PM2.5, O3, NHMC, per i quali è stato effettuato il confronto tra:

  • concentrazioni medie giornaliere rilevate dalle stazioni di Falconara con riferimento ai limiti di legge;
  • concentrazioni medie annue rilevate dalle stazioni di Falconara con riferimento ai limiti di legge;
  • concentrazioni medie annue rilevate dalla stazione di Falconara Scuola (in quanto maggiormente indicativa per localizzazione) comparate alle
  • concentrazioni medie annue rilevate dalle altre stazioni regionali e in riferimento ai limiti di legge;
  • concentrazioni medie annue aggregate per tipologia di stazione di rilevamento e in riferimento ai limiti di legge;
  • numero di superamenti oltre i valori consentiti, laddove prescritti (PM10, PM2.5, O3).

Il rapporto si conclude con un focus relativo ad api raffineria, sviluppato attraverso:

  • presentazione dei trend delle emissioni atmosferiche del sito per gli anni 2011-2017;
  • confronto dei valori delle emissioni in atmosfera di api raffineria con quelli delle altre raffinerie italiane per l’anno 2016 (ultimo anno per il quale sono disponibili i dati).

Principali conclusioni

Rimandando al corpo del rapporto per il dettaglio delle informazioni, preceduto da una sintetica descrizione della Rete di Rilevamento della Qualità dell’Aria delle Marche, si presentano di seguito le conclusioni generali che emergono dall’analisi effettuata.

LA QUALITÀ DELL’ARIA NEL TERRITORIO DI FALCONARA RISULTA IN MIGLIORAMENTO. I valori rilevati dalle centraline di Falconara Scuola, Falconara Acquedotto, Falconara Alta rientrano tutti nei limiti fissati dalla normativa di riferimento e risultano in generale diminuzione; il numero di superamenti registrati in merito al particolato (PM10 e PM2.5) – situazione che accomuna Falconara ad altre realtà regionali – risulta anch’esso in decremento nel biennio 2016-2017.

LA SITUAZIONE DI FALCONARA E’ PARAGONABILE AL RESTO DELLA REGIONE. La qualità dell’aria a Falconara è assolutamente confrontabile con quella rilevata in altre aree delle Marche, che non risentono della presenza della raffineria, ma registrano valori in linea con quelli della centralina di Falconara Scuola, e spesse volte concentrazioni di inquinanti più elevate.

LA RAFFINERIA E’ SOLO UNO DEI FATTORI CHE INFLUENZANO LA QUALITA’ DELL’ARIA. La qualità dell’aria nel territorio di Falconara è influenzata da una pluralità di sorgenti emissive. Oltre al sito api, infatti, vanno considerati il traffico stradale, il riscaldamento domestico, le altre attività industriali, le attività agricole. A testimoniare il contributo di fonti differenti vi sono, da un lato, l’assenza di variazioni significative nelle concentrazioni di inquinanti durante i periodi di fermata degli impianti di raffineria, compreso il primo semestre del 2013, e, dall’altro, le variazioni di concentrazioni di alcuni inquinanti in base alle stagioni, a fronte di un’attività di raffineria stabile e costante.

IL CONTRIBUTO DEL SITO API ALLA QUALITA’ DELL’ARIA E’ CONTROLLABILE. La qualità dell’aria sul territorio di Falconara risente, quindi, in maniera contenuta e controllabile degli apporti emissivi provenienti dal sito api, apporti che rispettano tutti ampiamente i limiti prescritti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare.


 

LA RETE DI RILEVAMENTO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA NELLE MARCHE

Per monitorare la situazione della qualità dell’aria a livello regionale e mettere in campo gli interventi di miglioramento ove necessario, nelle Marche è presente una rete di rilevamento composta da 17 stazioni fisse, collocate in aree rappresentative e classificate in base al tipo di zona in cui si trovano, così da valutare il contributo delle sorgenti emissive presenti rispetto agli inquinanti rilevati.

Proprio le reti di rilevamento della qualità dell’aria hanno costituito uno degli strumenti caratterizzanti del D. Lgs. 155/2010, che, recependo la Direttiva Europee 2008/50/CE, ha modificato il quadro normativo introducendo nuovi valori limite per la protezione della salute umana e per la protezione della vegetazione. Il D. Lgs. 155/2010 persegue, quindi, il miglioramento complessivo della qualità dell’aria, lavorando sulle informazioni necessarie a verificare il rispetto dei limiti di legge e individuando quelle aree critiche del territorio per le quali vanno definiti piani utili a far rientrare i livelli di inquinamento atmosferico.

 

rete rilevamento qualità dell'aria
Figura 1: Mappa della Rete di Rilevamento della Qualità dell’Aria – Marche

 

Caratteristiche delle stazioni di rilevamento - Marche
Tabella 1: Caratteristiche delle stazioni di rilevamento – Marche

Come evidente dalla Tabella 1, le stazioni di tipo industriale coincidono con le tre centraline di Falconara. Nello specifico:

  • Falconara Scuola, collocata nel quartiere Villanova, intercetta la deposizione degli agenti inquinanti con venti che soffiano da Nord-Ovest, quindi sulla direttrice che li porta verso il centro abitato;
  • Falconara Acquedotto, collocata nel quartiere Fiumesino, valuta le concentrazioni con venti da Nord-Est e durante le ore di brezza di mare;
  • Falconara Alta, situata a Falconara Alta appunto, intercetta gli inquinanti provenienti da Nord.

Mappa delle stazioni di rilevamento di Falconara Marittima
Figura 2: Mappa delle stazioni di rilevamento di Falconara Marittima


 

LA QUALITA’ DELL’ARIA NELLE MARCHE

Biossidi di zolfo (SO2)

Il biossido di zolfo è un gas incolore, dal caratteristico odore pungente, che si forma per ossidazione dello zolfo. Le principali emissioni provengono da processi naturali (attività vulcanica) e da processi antropogenici legati alle combustioni, quali le produzioni industriali, gli impianti termici, la produzione di energia ed il traffico.

Biossidi di zolfo (SO<sub>2</sub>)
Nel periodo 2011-2017 (Grafico 1) la concentrazione di SO2 giornaliera misurata dalle centraline di Falconara presenta un trend decrescente, con valori che risultano notevolmente al di sotto del valore limite giornaliero per la protezione della salute umana, pari a 125 µg/m3 (da non superare per più di 3 volte all’anno).
I valori rilevati dalle centraline non evidenziano sensibili cambiamenti di concentrazione di SO2 in corrispondenza dei mesi di fermata impianti (assenza di “effetti gradino”), compreso il primo semestre del 2013.

concentrazioni-SO2
Grafico 1

Anche le concentrazioni medie annue (Grafico 2) presentano valori di SO2 molto al di sotto del valore limite annuo per la protezione della vegetazione, fissato a 20 µg/m3, con un andamento in diminuzione più spiccato nell’ultimo biennio (2016-2017).
SO2 medie annue
Grafico 2

I valori della centralina di Falconara Scuola e delle altre stazioni regionali (Grafico 3) si presentano tutti notevolmente al di sotto del limite di 20 µg/m3 e risultano tra loro confrontabili. Si registra una più evidente tendenza all’allineamento a partire dal 2015. In complessiva diminuzione i valori del 2016; nel 2017 Falconara Scuola, Genga e Ancona mostrano una media annuale molto simile.

SO2 confronto annuo
Grafico 3

I valori di concentrazione aggregati per tipologia di centraline (Grafico 4) rispecchiano quanto già evidenziato nel Grafico 3, descrivendo un 2017 in cui i dati delle stazioni di tipo industriale sono in linea con quelli delle stazioni di fondo rurale e suburbano e migliori dei valori rilevati dalle stazioni di traffico veicolare.

Grafico 4
Grafico 4

Acido solfidrico (H2S)

L’acido solfidrico o idrogeno solforato (H2S) è un gas incolore che può essere rilevato a livello olfattivo a bassissime concentrazioni (già dall’ordine dei ppb) ed ha il caratteristico odore di “uova marce”. Tipicamente si origina dai fanghi di depurazione acque, dalla fermentazione anaerobica batterica, dalle zone con fenomeni geotermici o a seguito di processi di raffinazione del petrolio.

Per l’acido solfidrico, sia a livello nazionale che europeo, non sono fissati valori limiti o soglie di allarme in termini di valutazione della qualità dell’aria. Si fa, quindi, riferimento a valori guida indicati da istituzioni accreditate a livello internazionale: nello specifico, viene presa a riferimento l’Organizzazione Mondiale della Sanità-WHO che indica una soglia di 200 µg/m3 come media giornaliera (v. Grafico 5) ed una di 20 µg/m3 come media a 90 giorni.

Come evidenziato nel Grafico 5, nel periodo di riferimento il trend delle concentrazioni medie giornaliere di H2S rilevate sul territorio di Falconara appare assolutamente distante dalle soglie di attenzione e sostanzialmente stabile nel tempo.

grafico5
Grafico 5

Allo stesso modo (Grafico 6), le concentrazioni medie annue mostrano valori molto bassi.


Grafico 6

Biossido di azoto (NO2)

Gli ossidi di azoto si formano per reazione dell’azoto contenuto nell’aria con l’ossigeno atmosferico ad elevate temperature e, in particolar modo, durante i processi di combustione (centrali termoelettriche, riscaldamento, traffico) e nei processi produttivi senza combustione (produzione di acido nitrico, fertilizzanti azotati).

Gli NO2 contribuiscono alla formazione dello smog fotochimico, come precursori dell’ozono troposferico, e al fenomeno delle “piogge acide”, per la formazione di acido nitrico.

NO2

Nel periodo di riferimento (Grafico 7) la concentrazione di NO2 giornaliera sul territorio di Falconara presenta un andamento leggermente decrescente. Nello specifico, dal 2011 ad oggi, sulle tre centraline non sono stati registrati superamenti del valore limite orario per la protezione della salute umana, fissato in 200 µg/m3 e da non oltrepassare per più di 18 volte l’anno.

Come per l’SO2, i valori rilevati dalle centraline non evidenziano particolari variazioni nella concentrazione di NO2 (assenza di “effetti gradino”) nei mesi corrispondenti alla fermata degli impianti di raffineria, compreso il primo semestre del 2013.


Grafico 7

Anche la concentrazione media annua di NO2 (Grafico 8) risulta sensibilmente al di sotto del valore limite annuo per la protezione della salute umana (40 µg/m3). I dati delle centraline di Falconara evidenziano una situazione sostanzialmente stabile nel periodo di riferimento.


Grafico 8

I valori rilevati dalla centralina di Falconara Scuola (Grafico 9) risultano confrontabili e talvolta migliori rispetto ai valori di stazioni come Jesi e Fano, influenzate essenzialmente del traffico veicolare.


Grafico 9

Confrontando i dati aggregati per tipologia di stazione (Grafico 10), emerge che le medie annue rilevate dalle centraline di tipo industriale suburbano (ossia quelle di Falconara) risultano sempre inferiori a quelle rilevate da centraline collocate in aree di traffico veicolare e spesso allineate ai valori rilevati da stazioni di fondo urbano.


Grafico 10

Benzene (C6H6)

Il benzene (C6H6) è un idrocarburo aromatico ciclico liquido e incolore, dal caratteristico odore pungente. È caratterizzato da un’elevata volatilità.
Nell’aria la sorgente più rilevante di benzene è, in genere, rappresentata dal traffico veicolare, principalmente dai gas di scarico dei veicoli alimentati a benzina. Il benzene può provenire dalle emissioni che si verificano nei cicli di raffinazione, stoccaggio e distribuzione della benzina. E’ presente, inoltre, in quantità significative nel fumo di sigaretta, che rappresenta una delle principali fonti di esposizione a questa sostanza.

benzene

Nel periodo di riferimento, sul territorio di Falconara la concentrazione media giornaliera di benzene (Grafico 11), per la quale non esiste un valore di riferimento orario, mostra valori in diminuzione, senza risentire in maniera sensibile dei periodi di fermata degli impianti di raffinazione.


Grafico 11

Le concentrazioni medie annue (Grafico 12) confermano anch’esse una tendenza generale al miglioramento.

In tutto il periodo di riferimento, i valori risultano distanti dal valore limite fissato dalla normativa a 5 µg/m3.


Grafico 12

Nel confronto con le altre stazioni regionali (Grafico 13), la centralina di Falconara Scuola non rileva una situazione particolare ed anzi, dal 2013, mostra valori migliori di zone interessate soprattutto da traffico veicolare, come Fano.


Grafico 13

Il confronto per tipologia di stazione (Grafico 14) conferma, dal 2013, una situazione che vede concentrazioni di benzene più elevate registrate dalle centraline di traffico urbano e suburbano rispetto alle concentrazioni misurate da stazioni di tipo industriale.


Grafico 14

Polveri (PM10 – PM2.5)

Le sigle PM10 e PM2.5 indicano le frazioni di particolato aerodisperso con diametro aerodinamico inferiore, rispettivamente, a 10 e a 2,5 μ.
Le polveri hanno origine da sorgenti naturali (vulcani, sabbie desertiche e incendi) e da attività antropiche, in particolar modo dal riscaldamento domestico, dalle attività agricole e industriali e dal traffico veicolare (sia dalle emissioni dei motori che dall’usura di freni e pneumatici).

polveri

Sia per le PM10 (Grafico 15) che per le PM2.5 (Grafico 16) le concentrazioni medie giornaliere sul territorio di Falconara registrano un andamento con tendenza decrescente, all’interno del quale si rilevano quelle oscillazioni tipiche di fenomeni che risentono in maniera importante della stagionalità: i picchi si riscontrano nei mesi invernali, quando risulta più alto l’impatto del riscaldamento domestico. Non sono, invece, evidenti differenze di concentrazioni tra periodi di fermata della raffineria e periodi di normale attività.


Grafico 15

 


Grafico 16

Va, altresì, sottolineata – situazione che accomuna Falconara alle altre zone regionali monitorate – la presenza (Grafico 17) di una serie di superamenti del limite giornaliero fissato per le PM10, pari a 50 µg/m3 da non oltrepassare per più di 35 volte in un anno. Nell’ultimo biennio tale valore soglia risulta, comunque, rispettato nel territorio di Falconara, a differenza di quanto rilevato in altre aree della regione.


Grafico 17

Le concentrazioni medie annue delle PM10 (Grafico 18), pur risultando più elevate nel biennio 2011-2012 monitorato dalla sola stazione di Falconara Scuola, non hanno mai superato il valore limite di 40 µg/m3. Deciso il miglioramento negli anni 2016-2017.

Le concentrazioni medie annue delle PM2.5 (Grafico 19) risultano anch’esse sempre al di sotto del valore limite di 25 µg/m3, segnalando un andamento simile a quello rilevato per le PM10.


Grafico 18

 


Grafico 19

Nel confronto con le altre stazioni regionali di rilevamento (Grafico 20Grafico 21) le concentrazioni medie annue di PM10 e PM2.5 per il biennio 2016-2017 risultano in miglioramento nei dati di Falconara Scuola, tendenza che si riscontra anche nei valori rilevati presso altre centraline non influenzate dalla vicinanza della raffineria. Nell’ultimo biennio, i dati di Falconara risultano più bassi di aree come Jesi, Pesaro, Ancona, che risentono del traffico veicolare e del fondo urbano.


Grafico 20

 


Grafico 21

I dati misurati dalle stazioni aggregate per tipologia confermano per le PM10 la presenza di situazioni assolutamente confrontabili nelle diverse realtà. I valori delle stazioni industriali (Grafico 22), negli ultimi anni sono allineati ai dati delle centraline di traffico urbano e di fondo urbano.


Grafico 22

Per le PM2.5 il confronto tra stazioni aggregate (Grafico 23) nel 2017 vede migliorare i dati delle stazioni industriali rispetto a quelli misurati dalle centraline di traffico, che crescono, e di fondo urbano, che risultano stabili negli ultimi tre anni.


Grafico 23

Ozono (O3)

L’ozono troposferico è un inquinante secondario che si forma attraverso processi fotochimici, cioè catalizzati in presenza di certe lunghezze d’onda della radiazione solare. Di conseguenza le concentrazioni di ozono più elevate si registrano nei mesi più caldi dell’anno e nelle ore di massimo irraggiamento solare, nonché in presenza di inquinanti primari quali gli ossidi d’azoto (NOX) e i composti organici volatili non metanici (NMHC).

ozono

Il Grafico 24 relativo alle concentrazioni medie giornaliere di O3 rilevate su Falconara dal 2011 ad inizio 2018 evidenzia il caratteristico andamento oscillante, influenzato in maniera importante dall’aumento delle temperature del periodo estivo. Non sono comunque presenti superamenti del valore limite dei 120 µg/m3, che rappresenta una soglia da non superare per più di 25 giorni per anno come media su tre anni.


Grafico 24

In termini di media annua i valori riscontrati sul territorio di Falconara presentano un andamento abbastanza costante negli anni presi a riferimento (Grafico 25).


Grafico 25

Guardando ai dati rilevati dalle diverse stazioni regionali (Grafico 26), Falconara Scuola mostra una situazione migliore rispetto a quella registrata da buona parte delle altre stazioni.


Grafico 26

Il confronto per tipologia di centraline (Grafico 27) conferma una situazione migliore per le stazioni di tipo industriale rispetto ai valori rilevati dalle stazioni di fondo urbano e di fondo rurale e suburbano.


Grafico 27

In termini di concentrazione media massima giornaliera calcolata sulle 8 ore (Grafico 28) le stazioni di Falconara, che coincidono con le stazioni industriali, non hanno mai raggiunto la soglia di 25 giorni per anno come media su tre anni, oltre la quale non superare il valore limite dei 120 µg/m3. Situazione differente per i dati di altre stazioni regionali come Genga, Ascoli, Jesi, Macerata.


Grafico 28

Il medesimo quadro si presenta nel confronto dei superamenti per stazioni aggregate (Grafico 29): le situazioni di maggiore difficoltà si riscontrano sulle stazioni di fondo urbano e di fondo rurale e suburbano.


Grafico 29

In riferimento alla soglia oraria di informazione (180 µg/m3), le stazioni di Falconara non hanno rilevato superamenti (Tabella 2), mostrando una situazione omogenea a quella di Ancona, Chiaravalle, Genga.

Tabella2
Tabella 2

Idrocarburi non metanici (NMHC)

Gli Idrocarburi non metanici rappresentano una classe di composti molto varia che comprende idrocarburi alifatici, aromatici e composti ossigenati come aldeidi e chetoni, che costituiscono la classe dei composti organici volatili (COV). Derivano da fenomeni di evaporazione delle benzine (motori e serbatoi), dai gas di scarico veicolari (per combustione incompleta dei carburanti) e dallo stoccaggio, movimentazione e lavorazione dei prodotti petroliferi.

Il D. Lgs. 155/2010 non norma gli NMHC: vengono, comunque, riportate le concentrazioni medie giornaliere (Grafico 30) e le concentrazioni medie annue (Grafico 31) dato che le stazioni di Falconara monitorano anche tali valori. Si sottolinea, d’altro canto, che nel Grafico 31 sono riportati esclusivamente i dati di Falconara Acquedotto per gli anni 2011, 2014, 2015, 2016, in quanto solo per tale stazione è disponibile un numero consistente di rilevazioni. Diversamente, è possibile presentare i valori medi annui registrati dalle tre centraline per il 2017, che diviene, quindi, il primo anno di riferimento per compiere un’analisi effettiva dell’andamento degli NMHC in futuro, con la disponibilità di serie storiche.


Grafico 30


Grafico 31


IL SITO API RAFFINERIA: TREND DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA

L’attività di api raffineria è soggetta ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), il provvedimento di competenza del MATTM che dal 2010 norma gli impatti ambientali del sito. I decreti di competenza hanno fissato nuovi limiti rispetto ai precedenti, in particolare relativamente alle emissioni in atmosfera.

Di seguito vengono presentati, per gli anni 2011-2017, i quadri relativi ad SO2, NOx, CO e Polveri, sia in termini di flussi di massa che di concentrazioni, confrontati con i limiti prescritti.

I grafici mostrano tutti in maniera evidente un ampio rispetto di tali limiti, testimoniando una gestione conforme a quanto prevede la normativa, ribadita nelle visite di controllo annuale previste dal D. Lgs. 152/2006.

emissioni


IL SITO API E LE ALTRE RAFFINERIE ITALIANE

Come ulteriore elemento di analisi, di seguito vengono riportati grafici di confronto tra api raffineria e le altre raffinerie italiane relativamente alle emissioni di SO2, NOx, CO, PTS, sia in termini assoluti (flussi di massa annui) che relativi (emissione riferita alle tonnellate di prodotto lavorato).

La comparazione avviene sui dati del 2016, presenti nei rispettivi documenti AIA.

Come evidente, api raffineria presenta sempre valori tra i più contenuti, collocandosi nelle posizioni più virtuose.

confronto raffinerie