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Qualità dell’aria a Falconara: la raffineria non fa la differenza

A partire dal 2011, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ozono e polveri risultano in continua e progressiva riduzione nella zona di Falconara. E’ quanto evidenzia lo studio effettuato da api raffineria, comparando nel triennio 2011-2013 i dati provenienti dalla centralina Falconara Scuola e i dati registrati in altre aree del territorio provinciale e regionale.

L’analisi è collegata alla modifica dell’impianto IGCC per il passaggio ad alimentazione a metano e rappresenta una delle prescrizioni richieste dal decreto per l’esclusione dalla VIA. Obiettivo: stabilire l’influenza delle attività del sito sulla qualità dell’aria delle zone limitrofe, monitorando l’impatto degli impianti nel periodo di fermo del 2013 e nel successivo riavviamento.

I dati utilizzati nello studio sono tutti fonte ARPAM e provengono dalla centralina di Falconara Scuola, ubicata presso il quartiere di Villanova, l’unica che nel 2013 ha garantito una discreta continuità di registrazioni anche durante i lavori di razionalizzazione e manutenzione della rete di monitoraggio.

Lo studio rileva che l’area di Falconara non presenta criticità particolari per quanto riguarda l’aria: NO2, SO2 e O3 non registrano alcun superamento dei valori soglia nei tre anni considerati, ma anzi si mantengono in media ben al di sotto di questi, mentre le polveri (PM 10 e PM 2,5) mostrano un numero limitato di superamenti, comunque in costante riduzione nel tempo.

Tale andamento accomuna Falconara alle altre zone della provincia di Ancona e delle Marche monitorate da centraline e testimonia il generale impatto della crisi economica sul consumo dei combustibili e, quindi, sulla mobilità.

A fronte di questo quadro quale risulta l’apporto della raffineria? I parametri che incidono significativamente sulla qualità dell’aria non subiscono “effetti gradino” tra periodo di fermo e periodo di ripartenza degli impianti. Vale a dire che non sono stati registrati scostamenti importanti tra quando la raffineria è in marcia e quando è ferma: gli ossidi di zolfo, tracciante tipico dell’attività del sito, non mostrano variazioni particolari ed altrettanto è vero per NOx, ozono e polveri. I dati analizzati confermano, quindi, che il sito incide in maniera marginale sullo stato dell’aria del territorio, tanto che non genera un aumento apprezzabile e proporzionale delle concentrazioni degli inquinanti atmosferici rispetto ai mesi di stop. La similitudine fra l’andamento degli inquinanti rilevato nella zona di Falconara, con quello di altre aree della Provincia/Regione non influenzate dalla presenza del sito industriale è una ulteriore conferma di quanto sopra affermato.

Chiaramente, quella della raffineria resta un’attività industriale, con un’influenza che è propria di quest’ambito e con la capacità di integrarsi nel territorio attraverso un processo di continua evoluzione e dialogo.

NO2

Da diversi anni non rappresenta un parametro critico né in termini di concentrazioni medie orarie né di valori di picco. Il valore di concentrazione medio annuale si mantiene notevolmente sotto il valore limite (40µg/m3). Non si riscontrano particolari variazioni della concentrazione né in corrispondenza della fermata impianti (gennaio – giugno 2013),né in fase di ripartenza e messa a regime degli stessi (luglio – dicembre 2013).

SO2

Si registra una progressiva riduzione nel tempo, con valori anche molto al di sotto dei limiti di riferimento più conservativi (20 mg/m3 per la protezione della vegetazione). Da diversi anni  non rappresenta un parametro critico per l’aria intorno a Falconara, pur essendo il tracciante tipico dell’attività del sito. Non si riscontrano particolari variazioni della concentrazione in corrispondenza della fermata impianti né durante la loro ripartenza e messa a regime.

O3

In tutto il triennio analizzato non sono mai stati registrati superamenti delle soglie previste dai limiti normativi, né sul lungo né sul breve periodo.

Polveri

 

Pur con qualche criticità per la qualità dell’aria di Falconara, a causi di alcuni superamenti dei valori di riferimento, la concentrazione media annuale diminuisce costantemente. Nel 2013 il trend di diminuzione è più evidente rispetto agli anni precedenti, sebbene il dato sia parzialmente influenzato dalla mancanza di misure nel periodo storicamente più critico dell’anno (-36% circa dei dati nel I trimestre 2013). La riduzione si rileva di pari peso sia a Falconara che in altre aree della regione non influenzate dalle emissioni del sito api (Fabriano, Jesi, Chiaravalle, Ancona, ecc.).

 

NO2

SO2

PM10

PM10%