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	<title>api Raffineria di Ancona</title>
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	<description>Dati &#38; fatti sulla raffineria api a Falconara</description>
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		<title>Energia per il grande freddo &#8211; Gas, &#8216;Italia diventi hub per Sud-Europa&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Emanuela Gialli – pubblicato su RAI Televideo A Televideo l’ex presidente dell’Authority per l’Energia, Alessandro Ortis, rassicura: “Per gli approvvigionamenti di gas ci sono difficoltà, ma non è emergenza”. Poi lancia una proposta : &#8216;Con altri 3-5 rigassificatori, l’Italia potrebbe diventare punto di transito per gas diretto al Nord Europa. Con vantaggi tariffari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Emanuela Gialli – pubblicato su <a title="RAI Televideo" href="http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=11485">RAI Televideo</a></strong></p>
<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/rai_televideo1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1137" title="RAI Televideo" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/rai_televideo1.jpg" alt="RAI Televideo" width="150" height="47" /></a>A Televideo l’ex presidente dell’Authority per l’Energia, Alessandro Ortis, rassicura: “Per gli approvvigionamenti di gas ci sono difficoltà, ma non è emergenza”. Poi lancia una proposta : &#8216;Con altri 3-5 rigassificatori, l’Italia potrebbe diventare punto di transito per gas diretto al Nord Europa. Con vantaggi tariffari e remunerazioni per i servizi&#8217;</p>
<p>In Italia sono due attualmente gli impianti di rigassificazione, uno si trova a Panigaglia, nel Golfo di La Spezia, l’altro a Rovigo. Proprio questo sulla carta sarebbe il più produttivo, con una capacità di erogazione di 8 miliardi di metri cubi di gas l’anno e di 26 milioni di metri cubi ogni giorno, ma le navi che trasportano il gas naturale allo stato liquido, provenienti in particolare dal Qatar, non riescono ad attraccare per le cattive condizioni del mare e gli arrivi si sono molto ridotti negli ultimi giorni. L’impianto dunque funziona a intermittenza. La situazione è analoga per Panigaglia, che eroga tre miliardi di metri cubi di gas all’anno.</p>
<p><span id="more-1135"></span>In generale, gli approvvigionamenti di gas scarseggiano, per il gelo che avvolge il Vecchio Continente, ma, a volte, anche per ragioni politiche, con il braccio di ferro che quasi ogni inverno ad esempio l’Ucraina ripropone, forte delle sue condotte di alimentazione. La minaccia di chiudere i rubinetti è sempre in agguato. Ma il gas, attraverso le “pipeline”, arriva anche dalla Russia, dalla Libia, dall’Algeria, dall’Austria, dall’Olanda e dalla Norvegia L’Italia ne produce un po’, ma certo non mette al sicuro dal rischio di interruzioni nell’erogazione dall’estero.</p>
<p>Ecco perché su tutto il territorio italiano sono dislocati numerosi stabilimenti di “stoccaggio”, dove il gas viene immagazzinato, magari d’estate, quando il consumo si riduce, per far fronte alle emergenze. In queste “riserve” sono accumulati 15,6 miliardi di metri cubi di gas naturale, di cui 5,1 sono però bloccati per “usi strategici”.<br />
Questo è il quadro in Italia. Se però i rigassificatori da due diventassero sei o sette, l’autonomia sarebbe maggiormente assicurata. D’altronde, i Paesi fornitori aumentano (per molti la fornitura di gas rappresenta una consistente fonte di guadagno per le proprie economie), l’offerta di gas è sempre in crescita, il consumo pure. Ma sono le infrastrutture a fare la differenza: una rete efficiente garantisce il Paese che la crea da un lato dal rischio di una costante, graduale inefficienza energetica, dall’altro da una insidiosa subordinazione alle altrui politiche di approvvigionamento. Ma in special modo consente di acquisire una rilevante incidenza politica.<br />
Tornando al freddo che si vive in questi giorni, in quale stato si trova l’Italia riguardo alla disponibilità di gas? Risponde Alessandro Ortis, ex presidente dell’Authority per l’Energia ed esperto del settore.</p>
<p><strong>Qual è la situazione degli approvvigionamenti di Gas? E’ emergenza, ingegner Ortis? </strong>C’è qualche sofferenza, ma dovrebbero essere superate. E’ vero anche che abbiamo un significativo assorbimento giornaliero in considerazione delle cattive condizioni meteo. Ma è alta l’attenzione del Comitato per il monitoraggio e l’emergenza, istituito dal Ministero (dello Sviluppo Economico, ndr). Dunque, bene l’allerta, ma direi nessun allarmismo. La tutela per le famiglie è massima.</p>
<p><strong>Di quanto gas ha bisogno l’Italia in questi giorni di grande freddo? </strong>Pochi giorni fa abbiamo toccato il picco di 466 milioni metri cubi di gas al giorno. Alcuni anni fa avevamo raggiunto anche i 480 milioni. Si potrebbe arrivare a sfiorare i 500 milioni metri cubi di gas al giorno. Noi dobbiamo avere un sistema che soddisfa i consumi dell’anno, ma soprattutto i consumi “di picco”. Al momento disponiamo di quattro gasdotti che riforniscono il nostro Paese: il primo ci collega via Austria, passando per la Slovacchia, fino alla Russia, per l’ingresso del gas a Tarvisio. Poi, al Nord ancora, c’è il gasdotto di ingresso al Passo Gries (Verbania), per l’importazione dall’Olanda e dalla Norvegia, soprattutto. C’è la condotta per il gas algerino, che arriva in Sicilia, dove giunge anche quello dalla Libia. Oltre a questi quattro corridoi, ci sono i rigassificatori e la produzione nazionale. Al momento del picco, si ha a disposizione circa 350 milioni di metri cubi al giorno. Se la punta del consumo è superiore a questo livello, il gas deve essere prelevato dagli stoccaggi.</p>
<p><strong>Gli stoccaggi sono dei grandi magazzini di gas? </strong>Sì. In primo luogo, garantiscono la sicurezza di accedere al gas quando la fornitura diretta non riesce a rispondere alla domanda. La seconda virtù degli stoccaggi è l’aspetto economico. E’ possibile infatti riempirli di gas, magari acquistato in estate a prezzi più basi di quelli invernali.</p>
<p><strong>Gli stoccaggi sono anche in Italia, ovviamente? </strong>Sì, ne abbiamo. Queste sorgenti, per così dire, devono essere all’interno del territorio italiano. Però, l’attuale volume di stoccaggio va incrementato, perché al momento sono solo di 15,6 miliardi di metri cubi di gas. Di questi, 5 miliardi sono di stoccaggio “strategico”.</p>
<p><strong>Ingegner Ortis, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nei giorni scorsi ha invitato ad attingere alle scorte. A chi si riferiva? </strong>Alle aziende che hanno contratti di fornitura gas che si possono interrompere. C’è un insieme di aziende “energivore” (che ‘mangiano’ energia, ndr), ad esempio dell’acciaio, metallurgiche, della carta, della ceramica, notoriamente forti consumatrici di gas, che volontariamente accettano di esser soggette a sospensione dell’alimentazione, in caso di necessità, come in questi giorni, a fronte di un vantaggio tariffario. Certo, l’interruzione della produzione, pur comunicata con preavviso, soprattutto in questo periodo, non è la piacevole. Per questo, Marcegaglia è intervenuta per sollecitare un maggior utilizzo degli stoccaggi. Ma resta fermo che i contratti sono stati stipulati e sono remunerati.</p>
<p><strong>Gli attuali rigassificatori non bastano? </strong>E&#8217; sufficiente dire che la Spagna ne ha sei, noi solo due. L’Italia avrebbe bisogno di almeno 4-5 rigassificatori in più, perché con questi nuovi impianti si potrebbe far meglio fronte alle punte invernali, anche nell’ipotesi in cui si bloccasse del tutto una delle grandi direttrici, ad esempio Russia o Algeria. Inoltre, consentono di rendere più diversificati ed economici gli approvvigionamenti di gas.</p>
<p><strong>Quelli già autorizzati sarebbero gli impianti di Livorno, Gioia Tauro e Porto Empedocle? </strong>Livorno non è molto grande: erogherebbe 4 miliardi di metri cubi di gas l’anno e dovrebbe essere disponibile alla fine del 2012. Poi c’è Porto Empedocle, per 8 miliardi di metri cubi l’anno. E ancora, Falconara, Brindisi, Trieste, Gioia Tauro, quest&#8217;ultimo autorizzato pochi giorni fa dal Ministero dell’Ambiente, Augusta e altri in progetto, come Taranto, Ravenna e Rosignano. Comunque, si tratta di fare in modo che si aprano i cantieri e che concretamente si realizzino presto almeno i primi quattro.</p>
<p><strong>Ma quanto sono pericolosi i rigassificatori? </strong>Non c&#8217;è da temere. Il trasporto del gas liquido viene fatto a basse temperature, ma a pressione atmosferica, e il processo di rigassificazione è un processo fisico e non chimico.</p>
<p><strong>E quanto è strategica un’efficiente rete di rigassificatori? </strong>Se ci diamo da fare, il problema di oggi può diventare un’opportunità. Ho sempre detto, nelle mie relazioni al Parlamento e al Governo, che l’Italia potrebbe diventare l’”hub” del Sud Europa. Detto in altri termini, non dobbiamo essere soltanto un Paese che si preoccupa dei suoi inverni e che è solo un consumatore, ma dovremmo diventare, perché no, vista anche la nostra posizione geografica molto favorevole, un Paese di transito. Fedro diceva che è meglio stare a monte del ruscello, no? Se noi ampliassimo gli stoccaggi e la rete dei rigassificatori e, aggiungo, potenziassimo i gasdotti, con due nuovi collegamenti, il primo Algeria-Italia, via Sardegna, fino alla Toscana; il secondo, a Sud dell’Adriatico, verso Est, per alimentarsi, tramite la Turchia, del gas che arriva dal Caspio &#8211; e questo diversificherebbe le fonti, con uno sgravio sulle tariffe &#8211; potremmo di immaginare di ricevere il gas, non solo per consumarlo, ma anche per venderlo, farlo transitare, verso il Nord, in modo da invertire il flusso sulle Alpi. Questo in gergo significherebbe diventare un “hub” del Sud Europa. Siccome anche l’Europa aumenterà i suoi consumi di gas, i nostri servizi di fornitura e di stoccaggio sarebbero preziosi e adeguatamente remunerati.</p>
<p>Fonte: <a title="RAI Televideo" href="http://www.televideo.rai.it">RAI Televideo</a></p>
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		<title>Energia: Sei anni sprecati dalla prima crisi del gas &#8211; ecco perché l&#8217;Italia è ancora in emergenza</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 11:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Luca Pagni – pubblicato il 10.02.2012 da La Reppublica Un rigassificatore e qualche stoccaggio in più. Sono passati sei anni dall&#8217; ultima crisi che aveva portato l&#8217; Italia a una passo dal rimanere senza gas. E gli italiani al gelo. Allora fu soprattutto il braccio di ferro tra Russia e Ucraina a bloccare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Luca Pagni – pubblicato il 10.02.2012 da <a title="L' energia Sei anni sprecati dalla prima crisi del gas ecco perché l' Italia è ancora in emergenza" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/10/energia-sei-anni-sprecati-dalla-prima.html" target="_blank">La Reppublica</a></strong></p>
<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/la_repubblica_logo2lev.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1131" title="La Reppublica" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/la_repubblica_logo2lev.png" alt="La Reppublica" width="147" height="60" /></a>Un rigassificatore e qualche stoccaggio in più. Sono passati sei anni dall&#8217; ultima crisi che aveva portato l&#8217; Italia a una passo dal rimanere senza gas. E gli italiani al gelo. Allora fu soprattutto il braccio di ferro tra Russia e Ucraina a bloccare le esportazioni. Ora è l&#8217; ondata di gelo eccezionale. Sei anni di molti progetti &#8220;sulla carta&#8221; per far uscire il nostro paese dalla dipendenza dei &#8220;soliti&#8221; Paesi (Russia e Algeria valgono da sole il 64% delle importazioni di metano).</p>
<p><span id="more-1128"></span>E per evitare che i rifornimenti necessari per non rimanere al gelo ma anche al buio (due centrali elettriche su tre in Italia vanno a gas) dipendano solo dai tubi in arrivo dall&#8217; Africa, dal mare del Nord o dalla steppa russa. Sei anni per cercare di trasformare il mercato del gas in un mercato liberalizzato almeno come quello dell&#8217; energia elettrica. Invece, di tutti i progetti è diventato realtà solo il rigassificatore di Rovigo, tra l&#8217; altro fortemente voluto dagli Usa nel tentativo di arginare lo strapotere del colosso russo Gazprom in Europa, nonché nel nostro Paese.</p>
<p>Ecco perché il tema delle infrastrutture del gas sono in cima all&#8217; agenda del governo. Come ha ricordato anche ieri il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Il quale, per esempio, ha definito «intollerabile l&#8217; immobilismo amministrativo rispetto ad alcune importanti prospettive di crescita delle infrastrutture legate alla produzione di gas». Ha promesso, a breve, l&#8217; avvio della Borsa del gas. Ed è tornato a parlare della separazione proprietaria tra Eni e Snam perché «possa più agilmente sviluppare le necessarie infrastrutture (rigassificatori, gasdotti e stoccaggi) e operare in coordinamento con gli altri gestori europei di rete in modo da contribuire al funzionamento di un mercato del gas europeo liquido e concorrenziale». In altre parole: per evitare nuove emergenze.</p>
<p>Fonte: <a title="La Reppublica" href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">La Reppublica</a></p>
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		<title>Gas, il maltempo costerà 135 euro in più a famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Enza Cusmai – pubblicato il 10.02.2012 da Il Giornale Non per essere cinici. Ma anche se imperversa il Blizzard bisogna pur capire quanto ci costerà questo gelido febbraio. Ed è roba da far rizzare i capelli. L&#8217;elenco delle spese fuoriprogramma è lungo. Le famiglie si sono dotati di doposci e di catene da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di <a title="Enza Cusmai" href="http://www.ilgiornale.it/autore/enza_cusmai/id=5390" target="_blank">Enza Cusmai</a> – pubblicato il 10.02.2012 da <a title="Il Giornale" href="http://www.ilgiornale.it" target="_blank">Il Giornale</a></strong></p>
<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/logo_interne1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1122" title="Il Giornale" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/logo_interne1.png" alt="Il Giornale" width="150" height="20" /></a>Non per essere cinici. Ma anche se imperversa il Blizzard bisogna pur capire quanto ci costerà questo gelido febbraio. Ed è roba da far rizzare i capelli.</p>
<p>L&#8217;elenco delle spese fuoriprogramma è lungo. Le famiglie si sono dotati di doposci e di catene da neve per l&#8217;automobile. Poi bisogna aprire il portafogli per le ammaccature alla carrozzeria causate dal ghiaccio e per le gomme che si spaccano come il burro contro il marciapiede (le officine sono zeppe di nuovi clienti). Aggiungiamo poi i rincari di frutta e verdura provocati dalle gelate e come ciliegina sulla torta mettiamoci la bolletta per il riscaldamento, che diventa una voce di spesa molto insidiosa.</p>
<p><span id="more-1120"></span>Più fa freddo fuori più si consuma metano per scaldare le case. E in questa prima settimana di febbraio si è consumato il 30% rispetto allo stesso periodo del mese scorso. Così, secondo Federconsumatori, se questo freddo eccezionale continuerà, si registrerà un aumento del consumo medio di metano di 150 metri cubi che corrispondono a 135 euro in più da pagare in bolletta. Dunque, ai 1.400 metri cubi che mediamente si consumano in inverno, dobbiamo aggiungere quei 150 metri cubi extra usati per combattere il grande freddo. E alla fine del 2012 il costo per ogni famiglia sarà di 1.411 euro. La spesa più alta mai registrata fino ad ora.</p>
<p>Non è finita. C&#8217;è pure il rischio che, a causa dell&#8217;aumento della domanda di gas, cresca il prezzo su base internazionale di un 10-15%. Un rincaro che potrebbe trovarsi in bolletta già dal prossimo trimestre se non si interviene a mitigare questi costi. Qualcosa il governo può fare dice, l&#8217;Associazione dei consumatori. Innanzitutto vanno rivisti i criteri di accesso al bonus gas per sostenere le famiglie in difficoltà. In più bisogna ridurre l&#8217;imposizione fiscale che incide su ogni metro cubo consumato. Attualmente è del 37% contro il 20% della media europea. Serve dunque un adeguamento ai parametri Ue ma non solo. «Sarebbe importante &#8211; sottolinea Federconsumatori &#8211; l&#8217;utilizzo delle riserve strategiche per calmierare i prezzi a livello internazionale e nazionale».</p>
<p>Cresce il metano ma non solo. L&#8217;aumento della domanda solletica l&#8217;offerta, in ogni settore. Prendiamo gli alimentari. La prospettiva di una nuova ondata di maltempo ha spinto molti a comprare il 20% in più di quanto necessario. Ma queste scorte, dice la Coldiretti, sono pericolose perché favoriscono fenomeni speculativi. I prezzi di frutta e verdura, per esempio, sono già saliti almeno del 10%. E se i consumatori devono fare i conti con forniture ridotte e prezzi in rialzo, il danno per la filiera agroalimentare ha raggiunto ora i duecento milioni di euro. Almeno 100mila tonnellate di prodotti alimentari sono andate distrutte. Poi vanno aggiunti i maggiori costi di riscaldamento per serre e stalle e i danni strutturali a decine di stalle ed edifici rurali crollati sotto il peso della neve. Molte piante in campo e nei vivai sono state danneggiate e uccisi centinaia di animali tra mucche, pecore, cavalli, conigli e polli uccisi.</p>
<p>Le temperature rigide cominciano a intaccare anche le piante di ulivo, da vite e da frutto più giovani. E serviranno alcuni anni prima che quelle ripiantate possano cominciare a produrre.</p>
<p><em>Fonte: <a title="Gas, il maltempo costerà 135 euro in più a famiglia" href="http://www.ilgiornale.it/interni/gas_maltempo_costera_135_euro_piu_famiglia/10-02-2012/articolo-id=571378-page=0-comments=1" target="_blank">Il Giornale</a></em></p>
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		<title>Emergenza gas, la soluzione si chiama “rigassificatori”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’emergenza gas decretata il 6 febbraio dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha riproposto con forza questo tema sul fronte del gas che è il combustibile principe su cui ha puntato l’Italia dopo l’addio al nucleare. &#8220;Sui rigassificatori, se oggi avessimo quelli gia&#8217; approvati saremmo piu&#8217; tranquilli&#8220;. Cosi&#8217; il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’emergenza gas decretata il 6 febbraio dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha riproposto con forza questo tema sul fronte del gas che è il combustibile principe su cui ha puntato l’Italia dopo l’addio al nucleare.</p>
<p>&#8220;<em>Sui rigassificatori, se oggi avessimo quelli gia&#8217; approvati saremmo piu&#8217; tranquilli</em>&#8220;. Cosi&#8217; il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, a margine della Mobility Conference 2012 all&#8217;Assolombarda. Passera ha rassicurato che &#8220;le riserve sono li&#8217;&#8221;, anche se &#8220;in termini di stoccaggio potremmo fare qualcosa di piu&#8217;&#8221;.</p>
<p><span id="more-1111"></span><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/iStock_000015613631XSmall.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1113" title="Maltempo - Emergenza gas" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/iStock_000015613631XSmall-300x201.jpg" alt="Maltempo - Emergenza gas" width="300" height="201" /></a>Giuseppe Cordasco nel suo articolo &#8220;<a title="Emergenz gas" href="http://blog.panorama.it/economia/2012/02/07/emergenza-gas-la-soluzione-si-chiama-rigassificatori-ecco-i-progetti-in-campo/" target="_blank">Emergenza gas, la soluzione si chiama “rigassificatori</a>” del 7 febbraio 2012 su <a title="Blog Panorama" href="http://blog.panorama.it/" target="_blank">Panorama.it</a> precisa:</p>
<p><em>&#8220;Bisogna diversificare le fonti di approvvigionamento. L’emergenza gas decretata ieri dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha riproposto con forza questo tema sul fronte del gas che è il combustibile principe su cui ha puntato l’Italia dopo l’addio al nucleare.</em></p>
<p><em>Possiamo infatti contare su una serie di gasdotti, ma servirebbe avere altre fonti nei casi di emergenza. E quel qualcosa in più, sia in termini di sicurezza ma anche di costi inferiori per i cittadini, lo potrebbero dare allora i rigassificatori, strutture che ricevono il gas liquido (Gnl, gas naturale liquido) trasportato dalle navi-metaniere, che in questo modo ne possono stoccare quantità molto maggiori, e lo ritrasformano in gas immettendolo nella rete nazionale.</em></p>
<p><em>Nel mondo ne esistono attivi circa 80, una trentina dei quali solo in Giappone. In Italia dei rigassificatori si parla ormai da anni, ma allo stato dell’arte solo due sono tecnicamente in funzione, quello di Panigaglia, di proprietà dell’Eni, attivo dagli anni Settanta, e quello di Rovigo, situato offshore nel mare Adriatico, di proprietà di Exxon Mobil, Edison e Qatar Petroleum, in funzione dal 2009 e che ieri tra l’altro ha dovuto bloccare la sua produzione a causa delle pessime condizioni ambientali. Eppure questa struttura è capace a pieno regime di immettere nella rete circa 20 milioni di metri cubi di gas, per un totale di circa 8 miliardi di metri cubi all’anno.</em></p>
<p><em>Se pensiamo che in questi giorni, con i picchi massimi di richieste di gas, siamo arrivati a poco più di 400 milioni di metri cubi al giorno, è facile rendersi conto che anche 7-8 rigassificatori tipo quello di Rovigo potrebbero arrivare a coprire fino a circa un terzo del fabbisogno quotidiano.  E in cantiere infatti ci sarebbero almeno una decina di progetti, alcuni tra l’altro in fase molto avanzata come quello di Livorno e quello di Porto Empedocle, in cui si è già in piena realizzazione pratica.</em></p>
<p><em>Per gli altri invece tra ritardi, approvazioni di carattere burocratico e opposizioni delle comunità locali, le cose vanno per le lunghe, considerando che comunque in media per l’effettiva messa in funzione di un rigassificatore ci possono volere anche più di cinque anni.</em></p>
<p><em>Mai come in questo caso infatti il cosiddetto fenomeno Nimby, “Not in my backyard”, ossia “Non nel mio cortile”, funziona alla perfezione. Nessuno vuole queste strutture, soprattutto i Comuni interessati, e questo nonostante esse vengano tutte realizzate in alto mare, a differenza del solo rigassificatore di Panigaglia che a suo tempo fu costruito sulla costa, salvo poi però lamentarci come Sistema Paese quando ci sono emergenze come quelle di questi giorni.&#8221;</em></p>
<p>Tra i progetti in campo viene elencato anche il progetto del rigassificatore al largo di Falconara Marittima di api nòva energia, approvato il 12 Luglio 2011:</p>
<p>&#8220;<em>Falconara (Ancona): di proprietà dell’Api, si tratterebbe di utilizzare l’approdo presente in alto mare per le petroliere, per l’attracco anche di metaniere-rigassificatori, che trasformerebbero a bordo il gas da liquido in gassoso, inviandolo con una tubatura ad hoc a riva. Quindi non ci sarebbe una vera e propria struttura stazionante. E’ stata rilasciata Via positiva e dovrebbe entrare in esercizio nel 2014.&#8221;</em></p>
<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/boa_spm_api-300x232.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1114" title="Progetto rigassificatore api nova energia" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/boa_spm_api-300x232.jpg" alt="Progetto rigassificatore api nova energia" width="300" height="232" /></a>La realizzazione del Terminale off-shore di rigassificazione, che avrà una capacità iniziale di 4 miliardi di m3/anno, non necessita di nessuna nuova infrastruttura né a mare né a terra, a parte la condotta per il trasporto del gas fino alla rete nazionale Snam Rete Gas, posta molto vicino alla raffineria. Il terminale potrà sfruttare, infatti, la piattaforma già posizionata a 16 km dalla costa, attualmente utilizzata per l’attracco delle petroliere che sarà parzialmente modificata per consentire anche quello delle navi gasiere. Le navi metaniere FSRU (Floating Storage Regassification Unit), dotate di unità di rigassificazione a bordo delle stesse, attraccheranno alla piattaforma-boa per il tempo strettamente necessario alle operazioni di scarico.</p>
<p>Il terminale di api nòva energia rappresenterà una garanzia per la continuità delle forniture ai cittadini e alle imprese, anche in situazioni di crisi del sistema nazionale del gas. Inoltre la maggiore flessibilita’ e disponibilità in sede locale originera’ vantaggi, di natura economica, per le forniture locali.</p>
<p><strong>Links di Approfondimento:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Emergenza gas, la soluzione si chiama &quot;rigassificatori&quot;: ecco i progetti in campo" href="http://blog.panorama.it/economia/2012/02/07/emergenza-gas-la-soluzione-si-chiama-rigassificatori-ecco-i-progetti-in-campo/" target="_blank">Emergenza gas, la soluzione si chiama “rigassificatori”: ecco i progetti in campo</a> &#8211; Panorama.it</li>
<li><a title="Avanti tutta con l'import di gas" href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-08/avanti-tutta-limport-063725.shtml?uuid=AahVidoE" target="_blank">Avanti tutta con l&#8217;import di gas</a> &#8211; Il Sole 24 Ore</li>
<li><a title="Rigassificatori ancora sulla carta" href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-08/rigassificatori-ancora-carta-063607.shtml?uuid=AapchdoE" target="_blank">Rigassificatori ancora sulla carta</a> &#8211; Il Sole 24 Ore</li>
<li><a title="Gas: Passera, se avessimo rigassificatori nuovi saremmo più tranquilli " href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Gas-Passera-avessimo-rigassificatori-nuovi-saremmo-piu-tranquilli/06-02-2012/1-A_001223794.shtml" target="_blank">Gas: Passera, se avessimo rigassificatori nuovi saremmo piu&#8217; tranquilli</a> &#8211; Corriere della Sera</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Rapporto di Sito Ambientale</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 14:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente, salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[AIA]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[autorizzazione integrata ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[ecos]]></category>
		<category><![CDATA[Report 2010]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[spese ambientali]]></category>

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		<description><![CDATA[Autorizzazione Integrata Ambientale &#8211; Nuovo punto di eccellenza e garanzia per il territorio Sostenibilità e Sviluppo di Api raffineria Falconara Marittima &#8211; E&#8217; un trend positivo sia per gli indicatori ambientali (emissioni nocive, situazione del suolo e delle acque nei limiti di norma) sia per la sicurezza sul lavoro (infortuni in lieve diminuzione) quello evidenziato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Autorizzazione Integrata Ambientale &#8211; Nuovo punto di eccellenza e garanzia per il territorio</strong></p>
<h3>Sostenibilità e Sviluppo di Api raffineria</h3>
<p><em>Falconara Marittima</em> &#8211; E&#8217; un trend positivo sia per gli indicatori ambientali (emissioni nocive, situazione del suolo e delle acque nei limiti di norma) sia per la sicurezza sul lavoro (infortuni in lieve diminuzione) quello evidenziato dai dati presentati dall&#8217;Api nel rapporto 2010 ambiente, sicurezza e sviluppo per il sito produttivo di Falconara Marittima.</p>
<p><span id="more-1049"></span><img class="alignleft size-large wp-image-1051" title="api-raffineria" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/01/api-raffineria-640x385.jpg" alt="" width="450" height="270" />Soddisfazione per i risultati raggiunti, &#8220;anche se si può sempre migliorare&#8221;, è stata espressa dall&#8217;amministratore delegato di <a title="Api Nova Energia" href="http://apinovaenergia.gruppoapi.com/">Api Nova Energia</a> e <a title="Raffineria Api Falconara" href="http://blograffineria.gruppoapi.com">Api Raffineria</a> <strong>Giancarlo Cogliati</strong> e dal direttore del sito <strong>Pasquale Palumbo</strong>, che hanno ribadito l&#8217;impegno a confermare &#8220;i dati eccellenti&#8221; per ambiente e sicurezza, un &#8220;rapporto di collaborazione e trasparenza con le istituzioni&#8221; e l&#8217;Api come &#8220;azienda parte attiva nel territorio e soggetto produttivo economico e sociale&#8221;.</p>
<p>Nel 2010 l&#8217;Api ha ottenuto l&#8217;<strong>Autorizzazione integrata ambientale (Aia)</strong> &#8211; con punti di eccellenza nel monitoraggio delle emissioni diffuse e del sistema interattivo Ecos &#8211; per l&#8217;adeguatezza della gestione dei vari aspetti ambientali (dalle emissioni in atmosfera allo smaltimento rifiuti). Lo scorso anno l&#8217;azienda ha presentato anche il Piano di messa in sicurezza operativa.</p>
<p>Sul futuro del sito produttivo, che ha visto la crescita (+7%) nel 2010 di produzione di energia elettrica e un calo del greggio raffinato (-3%), <strong>Ferdinando Brachetti Peretti</strong> (Ad <a title="Api Holding" href="http://www.gruppoapi.com">Api holding</a>) ha evidenziato, nella prefazione al rapporto, un &#8220;orientamento sempre più rivolto al settore elettrico&#8221; con il piano industriale 2010-2014 che ha punti fondamentali nei progetti del rigassificatore e nella centrale a ciclo combinato dal 580 mw. Valori di emissioni nocive &#8220;<strong>ben al di sotto dei limiti di legge</strong>&#8221; e &#8220;<strong>assenze di criticita</strong>&#8221; derivanti dalle analisi degli enti di controllo sulla qualità del mare, ha scritto <strong>Ugo Brachetti Peretti</strong> (presidente Api), &#8220;fanno ben sperare sia in termini di efficienza, sia in una riconversione del sito verso forme di energia sempre più pulite&#8221;.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><img class=" wp-image-1054  " title="Gianluca Falaschi, Pasquale Palumbo, Giancarlo Cogliati, Giovanni Bartolini, Roy Gianni" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/01/api-board-640x252.jpg" alt="Gianluca Falaschi, Pasquale Palumbo, Giancarlo Cogliati, Giovanni Bartolini, Roy Gianni" width="640" height="252" /><p class="wp-caption-text">Gianluca Falaschi, Pasquale Palumbo, Giancarlo Cogliati, Giovanni Bartolini, Roy Gianni</p></div>
<h3>AMBIENTE</h3>
<p>Lo scorso anno l&#8217;Api ha destinato 9,4 milioni di euro a spese ambientali e 3,4 milioni di euro di investimenti sullo stesso fronte, con previsioni d&#8217;investimenti nel prossimo triennio per 15 milioni di euro. I dati illustrati dal responsabile sistemi ambientali <strong>Gianluca Falaschi</strong> evidenziano trend positivi sia per la qualità dell&#8217;aria quanto ad emissioni nocive (azoto, anidride carbonica, zolfo, monossido di carbonio) e polveri, rimaste ben sotto i limiti di legge; sia per il suolo sul quale, tra barriere idrauliche e monitoraggi, si è concentrata gran parte degli investimenti; sia per l&#8217;acqua (calano concentrazioni di cloro e di idrocarburi), per cui l&#8217;Api ha cercato di minimizzare il consumo di acque &#8216;nuove&#8217; e massimizzare il riutilizzo di quelle trattate.</p>
<h3>SICUREZZA</h3>
<p>Su questo fronte, ha spiegato il responsabile sicurezza e prevenzione <strong>Giovanni Bartolini</strong>, l&#8217;azienda ha svolto 12 mila ore di formazione ai lavoratori nel 2010. Due sono stati gli infortuni tra i dipendenti interni (come nel 2009) mentre tra gli esterni tre (quattro nel 2009). L&#8217;Api ha speso per salute e sicurezza 3,4 milioni di euro e investito 2,7 milioni.</p>
<p>Per ambiente e sicurezza, hanno convenuto Cogliati e Palumbo, l&#8217;<strong>Api è su livelli d&#8217;eccellenza in Italia e in Europa</strong>. &#8220;Ogni mattina in riunione parliamo di questi temi prima ancora che degli impianti &#8211; ha riferito Palumbo -, non meritiamo certe manifestazioni di ostilità&#8221;. L&#8217;impegno su questo fronte è stato sottolineato anche da Cogliati il quale auspica che l&#8217;azienda venga sempre più &#8220;ospitata con occhio di benevolenza, più che semplicemente tollerata&#8221;. <em>(ANSA)</em></p>
<table class="impatti" border="0">
<tbody>
<tr>
<th colspan="2">I numeri del sito Api di Falconara</th>
</tr>
<tr>
<td><strong>Società presenti</strong></td>
<td>api raffineria, api energia</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Dipendenti totali</strong></td>
<td>437</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Capacità di lavorazione greggio</strong></td>
<td>3,9 milioni di tonnellate/anno di materia prima</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Capacità di produzione elettrica</strong></td>
<td>288 MW (iso)</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Estensione</strong></td>
<td>70 ettari e 3 terminali marittimi</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Stoccaggio</strong></td>
<td>1.200.000 mc; 122 serbatoi</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Aree di caricazione via terra</strong></td>
<td>5: rete, extrarete, GPL, bitumi, zolfo</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qnhx3pkrxgg">http://www.youtube.com/watch?v=Qnhx3pkrxgg</a></p>
<blockquote>
<h1>Approfondimenti:</h1>
<p>Download PDF Articolo &#8220;<a title="Investire in sicurezza e Ambiente" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/01/Adriaeco-api.pdf" target="_blank">Investire in sicurezza e Ambiente</a>&#8221; (Adriaeco)</p>
<p>Download PDF Articolo &#8220;<a title="Ambiente e sicurezza: Le Direttrici per lo sviluppo" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/01/Regione-e-ambiente.pdf" target="_blank">Ambiente e sicurezza: Le Direttrici per lo sviluppo</a>&#8220;  (Regione e Ambiente)</p></blockquote>
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		</item>
		<item>
		<title>Risistemata e restituita ai residenti di Castelferretti l’area verde comunale tra via XXV Aprile e via Giordano Bruno</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 17:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[area verde]]></category>
		<category><![CDATA[castelferretti]]></category>
		<category><![CDATA[matteo astolfi]]></category>
		<category><![CDATA[parco giochi]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco brandoni]]></category>
		<category><![CDATA[sponsorizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stata inaugurata oggi pomeriggio un’area verde comunale a Castelferretti completamente risistemata e attrezzata con panchine e giochi per i bambini grazie al contributo dello sponsor Api. Il sindaco Goffredo Brandoni, alla presenza dell’assessore ai lavori pubblici Matteo Astolfi e dei consiglieri Raimondo Baia e Sandro Barchiesi, e di un nutrito gruppo di residenti, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E’ stata inaugurata oggi pomeriggio un’area verde comunale a Castelferretti completamente risistemata e attrezzata con panchine e giochi per i bambini grazie al contributo dello sponsor Api.</strong></p>
<p>Il sindaco Goffredo Brandoni, alla presenza dell’assessore ai lavori pubblici Matteo Astolfi e dei consiglieri Raimondo Baia e Sandro Barchiesi, e di un nutrito gruppo di residenti, ha tagliato il nastro tricolore per inaugurare ufficialmente lo spazio verde che è stato restituito alla città. A memoria della giornata ad ogni bambino è stato consegnato direttamente dalle mani del Sindaco Brandoni una porzione del nastro tricolore.</p>
<p><span id="more-1085"></span><a rel="lightbox[1|area]" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2011/12/areaverde.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1089" title="Inaugurazione area verde Castelferretti" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2011/12/areaverde-300x225.jpg" alt="Inaugurazione area verde Castelferretti" width="300" height="225" /></a>“<em>Si tratta della seconda operazione del progetto ‘adotta un’area verde’, dopo la sponsorizzazione ottenuta per la rotatoria di via Marconi</em>, – ha spiegato Astolfi – <em>e di uno dei primi interventi per rendere fruibili gli spazi verdi comunali diffusi in tutta la città. Ringrazio Baia, che ha trovato lo sponsor e la struttura comunale che ha provveduto ai lavori</em>”.</p>
<p>E’ stato infatti il consigliere Baia ad impegnarsi nella ricerca di una sponsorizzazione, arrivata appunto dall’azienda api, mentre l’area verde, a servizio di una corte di abitazioni private, ma di proprietà comunale, è stata risistemata dalle maestranze del settore lavori pubblici. Gli operai dell’ufficio tecnico hanno provveduto infatti alla manutenzione del verde e alla ripavimentazione degli accessi, su via Giordano Bruno e via XXV Aprile, nonché ad installare cordoli e panchine. Grazie al contributo Api di circa 3 mila euro sono stati installati una serie di giochi in plastica per i bambini, uno scivolo e le altalene, e Marche Multiservizi Falconara (ex Cam) ha predisposto l’impianto di illuminazione.</p>
<p>“<em>Un ottimo esempio</em> – ha commentato il Sindaco Brandoni &#8211; <em>di come attraverso la ricerca di sponsor, l’utilizzo delle maestranze comunali e pochissimi soldi siamo riusciti a riqualificare e mettere al servizio di Castelferretti un’area verde attrezzata dove poter passare in completa sicurezza momenti spensierati</em>”.</p>
<p>A seguire l’immancabile brindisi davanti ad un ricco buffet allestito dai residenti della zona che hanno festeggiato proprio nel nuovo giardino attrezzato con altalene e scivolo subito presi d’assalto dai più piccoli.</p>
<p><em>COMUNICATO STAMPA <a title="Comune di Falconara Marittima" href="http://www.comune.falconara-marittima.an.it" target="_blank">COMUNE DI FALCONARA MARITTIMA</a> 03/12/2011</em></p>
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		<title>Il mercato dell’energia sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 17:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[api energia]]></category>
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		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[energy expo]]></category>
		<category><![CDATA[fiera]]></category>
		<category><![CDATA[pannelli solare]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest’anno non è mancato l’appuntamento con il mercato dell’energia. Arrivato alla quarta edizione è già un punto di riferimento nel panorama di una regione, le marche, che in fatto di risparmio energetico e di fonti rinnovabili sta facendo grandi passi in avanti. parliamo dell’ENERGY EXPO, la rassegna dedicata a tutto ciò che ruota attorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest’anno non è mancato l’appuntamento con il mercato dell’energia. Arrivato alla quarta edizione è già un punto di riferimento nel panorama di una regione, le marche, che in fatto di risparmio energetico e di fonti rinnovabili sta facendo grandi passi in avanti. parliamo dell’<a title="Energy Expo" href="http://www.energy-expo-civitanova.it" target="_parent">ENERGY EXPO</a>, la rassegna dedicata a tutto ciò che ruota attorno all&#8217;energia, tornata il 25-26-27 novembre al quartiere fieristico di civitanova marche per una edizione ricca di aspettative. Alla non poteva mancare il gruppo api con <a title="api raffineria" href="http://blograffineria.gruppoapi.com" target="_blank">api raffineria</a>, <a title="Api Energia" href="http://www.gruppoapi.com/aziende/api-energia/" target="_blank">api energia</a> e <a title="Api Nova Energia" href="http://apinovaenergia.gruppoapi.com/" target="_blank">api nova energia</a>, la società del gruppo che si occupa del business elettrico e del gas e rappresenta nello scenario italiano un operatore sempre più rilevante nella produzione della “green energy”.</p>
<p><span id="more-1096"></span><br />
<a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/01/logo_fiera1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1098" title="Energy Expo" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/01/logo_fiera1-150x150.jpg" alt="Energy Expo" width="150" height="150" /></a>Professionisti, privati, famiglie hanno potuto, visitando la manifestazione, captare una visione completa su tutto quello che è possibile attuare per avere un risparmio a livello energetico ma soprattutto per salvaguardare l&#8217;ambiente: energia prodotta con <strong>pannelli solari</strong>, <strong>fotovoltaici</strong>, tramite <strong>geotermia</strong>, <strong>biomasse</strong>, ma anche risparmio attraverso le varie tecniche edilizie innovative che oggi ci può offrire la bioarchitettura per avere una abitazione a costo energetico zero e a basso impatto ambientale, progettazione e soluzioni finanziarie. Grande attrazione hanno avuto gli stand che presentavano veicoli e ciclomotori elettrici entusiasmando i presenti per il consumo pressochè inesistente e per il tasso d&#8217;inquinamento zero. Un susseguirsi di novità e curiosità per conoscere, aggiornarsi e valutare che ha visto una larga partecipazione di pubblico a conferma di come queste tematiche stiano facendo sempre più breccia nella coscienza collettiva.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il turismo accessibile di Sensoriabilis &#8211; L’accoglienza è una sfida</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 15:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[sensoriabilis]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è anche un turismo “gentile”, pensato per migliorare la qualità del vivere e la fruizione delle diverse strutture da parte dei cittadini e dei turisti che presentano diverse forme di disabilità, siano esse permanenti o temporanee. E’ quello a cui guarda la V edizione di Sensoriabilis,  manifestazione dedicata al turismo accessibile e alla multisensorialità che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è anche un turismo “gentile”, pensato per migliorare la qualità del vivere e la fruizione delle diverse strutture da parte dei cittadini e dei turisti che presentano diverse forme di disabilità, siano esse permanenti o temporanee. E’ quello a cui guarda la V edizione di <a title="Sensoriabilis" href="http://www.sensoriabilis.it/" target="_blank">Sensoriabilis</a>,  manifestazione dedicata al turismo accessibile e alla multisensorialità che si è tenuta nel mese di ottobre tra Ancona e Loreto con il patrocinio del Ministero del Turismo e dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.</p>
<p><span id="more-1104"></span>L’evento, ideato e promosso da <a title="Confindustria Ancona" href="http://www.confindustria.marche.it/" target="_blank">Confindustria Ancona</a> in collaborazione con <a title="Regione Marche" href="http://www.regione.marche.it/" target="_blank">Regione</a>, <a title="Provincia di Ancona" href="http://www.provincia.ancona.it/" target="_blank">Provincia</a> e <a title="Camera di Commercio di Ancona" href="http://www.an.camcom.it/" target="_blank">Camera di Commercio di Ancona</a>, è stato realizzato anche grazie al contributo di <a title="api raffineria" href="http://blograffineria.gruppoapi.com">api raffineria</a> da sempre sensibile ai temi della sostenibilità ambientale e dello sviluppo sostenibile. La gestione efficace dei presidi sanitari e  una attenta gestione delle problematiche della terza età rendono un territorio qualitativamente più accogliente e adeguato alle esigenze della singola persona. Il confronto tra mondo della scuola e disabilità vede nello sport uno strumento<br />
di crescita ed integrazione per tutti. La razionalizzazione degli spazi, le opportunità di sviluppo per rendere le strutture abitative a misura di ogni individuo garantiscono a tutti una migliore qualità della vita. La buona gestione dell’accessibilità al lavoro è un elemento fondamentale per favorire l’inserimento o il reinserimento degli infortunati disabili nell’intero contesto sociale.</p>
<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/sensoriabilis.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1105" title="Sensoriabilis" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/sensoriabilis-640x283.jpg" alt="Sensoriabilis" width="450" height="198" /></a></p>
<p>Queste le tematiche sulle quali si è mossa l’<a title="Edizione 2011 Sensorabilis" href="http://www.sensoriabilis.it/edizione-2011/" target="_blank">edizione 2011 di Sensoriabilis</a>, che anche quest’anno ha offerto un’occasione imperdibile di qualificazione verso una regione, le Marche, sempre più accessibile e aperta all’accoglienza dove cultura, ospitalità, organizzazione e tecnologia integrate diventano i presupposti per un territorio di qualità per il turista e il cittadino di ogni giorno.</p>
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		<title>Si al rigassificatore nelle Marche di api nòva energia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 14:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Conferenza dei Servizi presso il Ministero dello Sviluppo Economico si è pronunciata positivamente rispetto al progetto per la realizzazione del Terminale off-shore di rigassificazione di api nòva energia a Falconara Marittima. Roma, 12 luglio 2011 – Si alla realizzazione del nuovo rigassificatore al largo di Falconara Marittima (AN). Con il via libera ottenuto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1032" title="apinova" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2011/07/apinova.jpg" alt="api nòva energia" width="150" height="57" />La Conferenza dei Servizi presso il Ministero dello Sviluppo Economico si è pronunciata positivamente rispetto al progetto per la realizzazione del Terminale off-shore di rigassificazione di api nòva energia </em><em>a Falconara Marittima.</em></p>
<p><em>Roma, 12 luglio 2011</em> – Si alla realizzazione del nuovo rigassificatore al largo di Falconara Marittima (AN). Con il via libera ottenuto con la Conferenza dei Servizi tenutasi oggi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si conclude l’iter autorizzativo per il terminale di rigassificazione di <strong><a href="http://apinovaenergia.gruppoapi.com/" target="_blank">api nòva energia</a></strong>, la subholding del <strong><a href="http://www.gruppoapi.com/" target="_blank">Gruppo api</a></strong><strong>, </strong>presieduta da Ferdinando Brachetti Peretti, attiva nel settore delle energie rinnovabili e nella produzione di energia elettrica.</p>
<p><span id="more-1020"></span>La nuova infrastruttura, la prima nel paese dopo il no al nucleare espresso nell’ultimo referendum, sorgerà a 16 km al largo delle coste di Falconara Marittima in provincia di Ancona presso l’attuale polo energetico del <strong><a href="http://www.gruppoapi.com/" target="_blank">Gruppo api</a></strong> ove sono già presenti le attività e i terminali di scarico per la  raffinazione del greggio e di produzione di energia elettrica.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1025" title="boa piattaforma spm api raffineria di ancona" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2011/07/boa_spm_api-300x232.jpg" alt="boa piattaforma spm api raffineria di ancona" width="300" height="232" />Con il prossimo rilascio dell’autorizzazione da parte del <em>Ministero dello Sviluppo Economico</em> di concerto con il <em>Ministero dell’Ambiente</em>, alla luce del risultato emerso oggi nella Conferenza dei Servizi, si chiude il processo autorizzativo iniziato nel 2008 che ha visto ricevere il parere positivo di oltre 40 enti/amministrazioni interessate. Tra le tappe fondamentali dell’iter autorizzativo vanno menzionate il rilascio del decreto VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) da parte del <em>Ministero dell’Ambiente</em> di concerto con il <em>Ministero dei Beni Culturali</em>, con il quale è stata riconosciuta al Terminale api nòva energia la piena compatibilità con l’ambiente e il territorio e l’ottenimento da parte del Comitato Tecnico Regionale (CTR) del Nulla Osta di Fattibilità, che ha attestato gli elevati livelli di sicurezza del progetto di <strong><a href="http://apinovaenergia.gruppoapi.com/" target="_blank">api nòva energia</a></strong>.</p>
<p>La realizzazione del Terminale off-shore di rigassificazione, che avrà una capacità iniziale di 4 miliardi di m3/anno, non necessita di nessuna nuova infrastruttura né a mare né a terra, a parte la condotta per il trasporto del gas fino alla rete nazionale <em>Snam Rete Gas</em>, posta molto vicino alla raffineria. Il terminale potrà sfruttare, infatti, la piattaforma già posizionata a 16 km dalla costa, attualmente utilizzata per l’attracco delle petroliere che sarà parzialmente modificata per consentire anche quello delle navi gasiere. Le navi metaniere FSRU (<em>Floating Storage Regassification Unit</em>), dotate di unità di rigassificazione a bordo delle stesse, attraccheranno alla piattaforma-boa per il tempo strettamente necessario alle operazioni di scarico.</p>
<p>Il terminale di <strong>api nòva energia</strong> rappresenterà una garanzia per la continuità delle forniture ai cittadini e alle imprese, anche in situazioni di crisi del sistema nazionale del gas. Inoltre la maggiore flessibilita’ e disponibilità in sede locale originera’ vantaggi, di natura economica, per le forniture locali.</p>
<p>“<em>Abbiamo accolto con evidente soddisfazione</em> – ha dichiarato <strong><em>Ferdinando Brachetti Peretti</em></strong>, amministratore delegato di api Holding e Presidente di <strong>api nòva energia</strong> &#8211; <em>l’esito finale della Conferenza dei Servizi non solo sul piano imprenditoriale ma anche e soprattutto perché riteniamo possa rappresentare un punto di svolta nelle relazioni fra l’impresa ed il Territorio,fra il Pubblico e il Privato. La possibilità di realizzare questa infrastruttura ci consentirà, infatti, di garantire il consolidamento e la sostenibilita’ del nostro sito industriale e di offrire un’opportunità di sviluppo socio-economico alla Regione Marche</em>”.</p>
<p>La Regione Marche, infine, durante la parte conclusiva dell’iter autorizzativo ha chiuso un accordo con <strong><strong><a href="http://apinovaenergia.gruppoapi.com/" target="_blank">api nòva energia</a></strong></strong> che Le riconosce un’opzione per l’acquisizione di una partecipazione nel capitale azionario (fino ad un massimo del 30%) della società titolare del progetto.</p>
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		<title>Rigassificatore di Falconara, “effetti sostenibili sull&#8217;ecosistema marino”</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 12:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo pubblicato da Il Resto del Carlino a riguardo dei commenti rilasciati dai dirigenti regionali Antonio Minetti (dirigente Territorio Ambiente Energia) e David Piccini (dirigente Valutazioni e autorizzazioni ambientali) sul parere tecnico positivo a riguardo dello Studio di impatto ambientale relativo agli effetti sostenibili sull&#8217;ecosistema marino dell’impianto di rigassificazione. Dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Sandro Donati, a riguardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<glossarycode><p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1018" title="Il Resto del Carlino" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2011/07/2-1.gif" alt="Il Resto del Carlino" width="190" height="22" />Articolo pubblicato da </em><strong><a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/provincia/2011/06/30/535349-rigassificatore_falconara_effetti_sostenibili_sull_ecosistema_marino.shtml" target="_blank"><em>Il Resto del Carlino</em></a><em> </em></strong><em>a riguardo dei commenti rilasciati dai dirigenti regionali </em><strong><em>Antonio Minetti</em></strong><em> (dirigente Territorio Ambiente Energia) e </em><strong><em>David Piccini</em></strong><em> (dirigente Valutazioni e autorizzazioni ambientali) sul parere tecnico positivo a riguardo dello </em><strong><em>Studio di impatto ambientale</em></strong><em> relativo agli effetti sostenibili sull&#8217;ecosistema marino dell’impianto di rigassificazione. Dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, </em><strong><em>Sandro Donati</em></strong><em>, a riguardo della posizione dei sindaci sulla vicenda del rigassificatore di Falconara Marittima.</em></p>
<p><span id="more-992"></span>Falconara (Ancona), 30 giugno 2011 - <strong>Il progetto </strong>per la realizzazione di un impianto di rigassificazione a Falconara Marittima ha ottenuto il parere favorevole dei servizi tecnici regionali. Dai parametri acquisiti dall’esame dello Studio di impatto ambientale emerge, tra l’altro, che gli effetti sull’ecosistema marino dell’impianto di rigassificazione saranno sostenibili.</p>
<p><strong>“L’impatto</strong> ambientale più importante per questa tipologia di impianto &#8211; dicono Antonio Minetti, dirigente Territorio Ambiente Energia e David Piccinini, dirigente Valutazioni e autorizzazioni ambientali &#8211; è quello derivato dallo scarico a mare delle acque utilizzate per le operazioni di rigassificazione: la nave rigassificatrice preleva acqua di mare, immette quantità controllate di ipoclorito di sodio, utilizza il calore dell’acqua di mare per riscaldare il Gnl e riportarlo allo stato gassoso. Le acque di processo inertizzate vengono nuovamente scaricate a mare, ad una temperatura di 6 °C inferiore a quella di prelievo. Le legge che norma gli scarichi idrici prevede che sia possibile scaricare su un corpo idrico acque con concentrazioni di cloro libero inferiori al limite di 0,2 milligrammi per litro. Ebbene, lo scarico delle acque di riscaldamento dell’impianto di rigassificazione in questione avverrà con concentrazioni inferiori a 0,1 milligrammi al litro”.<br />
<strong>Dall’esame dello Studio </strong>di Impatto Ambientale, è poi possibile rilevare che lo scarico dell’impianto di rigassificazione oltre i 200 metri dal punto di re-immissione produrrà una perturbazione con un ordine di grandezza inferiore a quello previsto dalla normativa per le emissioni su acque superficiali.</p>
<p><strong>“Questi parametri </strong>– proseguono Minetti e Piccinini &#8211; consentono di affermare che anche gli effetti sull’ecosistema marino indotto dallo scarico saranno sostenibili. E’ chiaro che il monitoraggio potrà introdurre eventuali correttivi in corso d’opera. Per cercare di andare oltre i modelli è stato rilevato che già da tempo il sito industriale Api ha uno scarico in mare di acque proveniente dal raffreddamento dell’Impianto di gassificazione a ciclo combinato (<a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/?page_id=159" title="Glossario: IGCC">Igcc</a>) il quale immette in mare cloro libero in flussi di massa maggiori rispetto a quelli del rigassificatore in progetto. I sistemi di monitoraggio Arpam, sino ad ora, non hanno evidenziato particolari criticità legate alla presenza di cloro”.<br />
<strong>Tutti questi aspetti </strong>sono stati analizzati a livello locale con l’ausilio dell’Arpam e a livello centrale dalla Commissione per la verifica dell’impatto ambientale.<br />
“Per quanto attiene la temperatura – concludono i due dirigenti &#8211; occorre evidenziare che i processi di eutrofizzazione (il fenomeno che favorisce la proliferazione delle alghe) sono innescati dal riscaldamento delle acque del mare e non dal loro raffreddamento. Lo Studio di Impatto Ambientale del progetto evidenzia come già a 100 metri dallo scarico l’abbassamento della temperatura si assesta sotto i 0,5 gradi centigradi. Ciò è in linea con i principi della termodinamica, dato che le masse scaricate risultano comunque estremamente limitate se rapportate al mare”.<br />
<strong>Per quanto riguarda </strong>infine i flussi di massa di cloro libero allo scarico, i quantitativi sono sensibilmente più alti nel progetto Gaz de France, per via delle maggiori portate allo scarico e delle maggiori concentrazioni limite.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>DONATI: &#8220;DAI SINDACI PRIME APERTURE&#8221;</strong></span></p>
<p><strong>“Le aperture </strong>dei sindaci testimoniano che il dialogo e l’approfondimento consentono di entrare nel merito dei problemi evitando superficiali demagogie. Da qui ha origini la posizione più aperta degli Enti locali, più attenta a tutti gli aspetti in campo, da quello ambientale a quello economico e occupazionale, una posizione che dimostra la comprensione dello sforzo della Regione per coniugare lavoro, sicurezza e ambiente”. Lo afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Sandro Donati, che commenta gli esiti dell’incontro avuto con i sindaci che si sono espressi sulla vicenda del rigassificatore di Falconara Marittima.<br />
<strong>“Una questione complessa </strong>– dice Donati &#8211; che coinvolge molteplici aspetti ambientali, economici, sociali, ai quali la Regione cerca di dare una risposta razionale, non emotiva, per garantire la comunità, tutelare la salute e l’ambiente, salvaguardare l’occupazione. Il fatto che gli stessi sindaci, con i quali ci stiamo confrontando, stiano riposizionando i giudizi alla luce dei delicati aspetti che la vicenda sottende, è testimonianza di come la questione venga affrontata con la massima trasparenza, responsabilizzando ciascuno sulle scelte che andranno maturare nel più ampio spirito di collegialità.</p>
<p><strong>Sono emerse </strong>dall’incontro con i sindaci – riferisce Donati – alcune aperture, le posizioni non sono più nette come emergeva nei giorni scorsi. Di fronte al serio lavoro svolto dal gruppo tecnico regionale che ha portato alla definizione di una bozza di accordo che recepisce le indicazioni venute dall’Assemblea legislativa, per quanto riguarda la bonifica, la riqualificazione e la riconversione produttiva del sito (con riduzione degli attuali impatti ambientali), la sicurezza sul lavoro e la salute, la salvaguardia occupazionale, alcune certezze emotive, maturate a livello locale, hanno iniziato a lasciar spazio a dubbi sulla bontà di una scelta aprioristica di diniego.</p>
<p><strong>Il confronto</strong>, dunque, è servito e servirà ancora per far maturare in tutti i soggetti istituzionali, sociali ed economici, la convinzione che a questioni complesse, occorre dare risposte articolate e meditate. In particolare, chi ricopre ruoli istituzionali deve avere a cuore lo sviluppo complessivo della comunità, iniziando dalla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente e dalla salvaguardia dei posti di lavoro. Questi parametri, a volte in conflitto tra loro, possono trovare una sintesi condivisa se, come nel caso del rigassificatore di Falconara, i progetti industriali hanno impatti contenuti e prevedono la garanzia di monitoraggi e verifiche ancora più stringenti di quanto richiesto dalla Valutazione di impatto ambientale”.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/provincia/2011/06/30/535349-rigassificatore_falconara_effetti_sostenibili_sull_ecosistema_marino.shtml" target="_blank">Il Resto del Carlino</a></em></p></glossarycode>]]></content:encoded>
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