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	<title>api Raffineria di Ancona</title>
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	<description>Dati &#38; fatti sulla raffineria api a Falconara</description>
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		<title>L&#8217;anno orribile delle raffinerie</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Sole 24 Ore definisce il 2012 come l&#8217;annus Horribilis per le raffinerie: con i carburanti a prezzi record,  sono nell&#8217;occhio del mirino dei molti cori d&#8217;accusa.  Ma, quale la realtà dei fatti, analizzata dai presunti impuntati? Che dire dell&#8217;agguerrita e fuori controllo concorrenza asiatica, delle tasse governative e delle accise (circa il 60% del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/il-sole-24-ore1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1198" title="Il Sole 24 ORE" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/il-sole-24-ore1.jpg" alt="Il Sole 24 ORE" width="150" height="46" /></a>Il <a title="Il Sole 24 ORE" href="http://www.ilsole24ore.com" target="_blank">Sole 24 Ore</a> definisce il 2012 come l&#8217;annus Horribilis per le raffinerie: con i carburanti a prezzi record,  sono nell&#8217;occhio del mirino dei molti cori d&#8217;accusa.  Ma, quale la realtà dei fatti, analizzata dai presunti impuntati?<br />
Che dire dell&#8217;agguerrita e fuori controllo concorrenza asiatica, delle tasse governative e delle accise (circa il 60% del prezzo di benzina e gasolio), dell&#8217;embargo europeo contro l&#8217;Iran (a penalizzazione di quelle raffinerie che ne processavano il greggio) e della diminuzione dei consumi di prodotti raffinati in Europa che, come afferma Augusto Pascucci (segretario generale dell&#8217;Unione Italiana Lavoratori della Chimica dell&#8217;Energia e del Manifatturiero &#8211; Uilcem) mettono il settore in ginocchio e, con lui, il suo indotto?</p>
<p><span id="more-1228"></span>Nella complessità del problema, Giancarlo Cogliati, amministratore delegato di <a title="Api raffineria" href="http://blograffineria.gruppoapi.com">Api raffineria</a>, teme sia la concorrenza asiatica: («Negli ultimi anni in Asia sono state costruite grandi raffinerie. L&#8217;economia di scala è a loro vantaggio. Senza contare che in Cina, per esempio, il costo del lavoro è dieci volte inferiore. Non solo: le raffinerie cinesi hanno costi di tutela ambientale quasi assenti e spese per la sicurezza molto inferiori. Infine godono di incentivi governativi. Inevitabile che i loro prodotti siano più concorrenziali») che una carenza di adeguati interventi governativi: «La Carbon Tax rappresenta un&#8217;ulteriore penalizzazione &#8211; continua Cogliati (Api). Quanto alla Robin tax credo che debba essere ripensata, introducendo dei ribassi e consentendo alle aziende di consolidarla fiscalmente all&#8217;interno del Gruppo».</p>
<p>L’articolo completo può essere consultato sul sito <a title="L'anno orribile delle raffineria - Il Sole 24 ORE" href="http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-04-19/lanno-orribile-raffinerie-064405.shtml?uuid=AblTxJQF" target="_blank">www.ilsole24ore.com</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>1 Cent / Litro &#8211; Margine &#8220;irrelevante&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 12:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il margine delle compagnie su ogni litro di benzina venduto oggi si aggira intorno ad 1 centesimo, contro 1,04 euro incassato da Stato e Regioni con le accise. Lo afferma l’a.d. di Api, Umberto Scarimboli, che prende come riferimento il prezzo medio nazionale rilevato da Quotidiano Energia durante le prima decade di marzo, equivalente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il margine delle compagnie su ogni litro di benzina venduto oggi si aggira intorno ad 1 centesimo, contro 1,04 euro incassato da Stato e Regioni con le accise. Lo afferma l’a.d. di Api, Umberto Scarimboli, che prende come riferimento il prezzo medio nazionale rilevato da Quotidiano Energia durante le prima decade di marzo, equivalente a 1,818 euro al litro. L’analisi dell’importo (vedi <a title="Permalink a La struttura del prezzo del carburante" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/2012/04/la-struttura-del-prezzo-del-carburante/" rel="bookmark">La struttura del prezzo del carburante</a>) mette in evidenza come il margine lordo si riduca a poco più di 14 centesimi.</p>
<p><span id="more-1223"></span><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/05/iStock_000018677083XSmall.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1224" title="Cara benzina" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/05/iStock_000018677083XSmall-300x199.jpg" alt="Cara benzina" width="300" height="199" /></a>Con questi 14-15 centesimi, spiega l’a.d. le compagnie debbono remunerare l’intera filiera distributiva e commerciale: dal gestore ai trasporti, dalle locazioni alla manutenzione, dalle royalties alla Tosap Cosap fino all’ammortamento degli investimenti. In pratica l’utile sul capitale e il lavoro d’impresa finiscono per ridursi ad un solo centesimo contro i 104 incassati da Stato e Regioni. Relativamente al difficile  momento legato alla raffinazione, l’a.d. ritiene che il continuo aggravarsi dei margini in Europa ed in Italia, negativi da tre anni e in ulteriore peggioramento negli ultimi mesi per le conseguenze dell’embargo iraniano, renda ormai indispensabile ed urgente la convocazione di un tavolo coordinato dal Mse che individui un  percorso efficace e concreto di razionalizzazione e riconversione dei siti produttivi per una sostanziale riduzione di capacità e costi.</p>
<p><em>c.b.</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>La struttura del prezzo del carburante</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 14:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: www.unionepetrolifera.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/175483503.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1218" title="Benzina" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/175483503.jpg" alt="Benzina" width="425" height="600" /></a></p>
<p><span id="more-1217"></span></p>
<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/353809437.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1219" title="Diesel" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/353809437.jpg" alt="Diesel" width="425" height="600" /></a></p>
<p><em>Fonte: <a title="Unione Petrolifera" href="http://www.unionepetrolifera.it">www.unionepetrolifera.it</a></em></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;embargo europeo contro il greggio iraniano ennesima doccia fredda per le raffinerie italiane</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 10:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo cogliati]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo pubblicato da &#8220;Il Sole 24 ORE&#8221; a riguardo dell&#8217;embargo europeo del greggio iraniano. Per le raffinerie italiane, già alle prese con una crisi strutturale, l&#8217;embargo europeo delle importazioni di greggio dall&#8217;Iran rischia di peggiorare una situazione già molto difficile. Anche per l&#8217;Api di Falconara il petrolio iraniano era decisamente importante. Lo chiarisce bene Giancarlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/il-sole-24-ore1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1198" title="Il Sole 24 ORE" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/il-sole-24-ore1.jpg" alt="Il Sole 24 ORE" width="150" height="46" /></a>Articolo pubblicato da &#8220;<a title="Il Sole 24 ORE" href="http://www.ilsole24ore.com" target="_blank">Il Sole 24 ORE</a>&#8221; a riguardo dell&#8217;embargo europeo del greggio iraniano. Per le raffinerie italiane, già alle prese con una crisi strutturale, l&#8217;embargo europeo delle importazioni di greggio dall&#8217;Iran rischia di peggiorare una situazione già molto difficile.</p>
<p><span id="more-1196"></span>Anche per l&#8217;<strong>Api di Falconara</strong> il petrolio iraniano era decisamente importante. Lo chiarisce bene Giancarlo Cogliati, amministratore delegato della Raffineria. «<em>Il greggio iraniano rappresenta la dieta ottimale per il nostro impianto di Falconara, la cui costruzione risale agli anni 50. Ci consentiva di produrre con facilità i bitumi. Siamo riusciti a diversificare gli approvvigionamenti, pagando tuttavia un prezzo leggermente maggiore per i greggi pesanti simili a quello iraniano. Noi ovviamente stiamo facendo il possibile per continuare a investire per migliorare sempre di più la tecnologia e l&#8217;efficienza del sito. Stiamo lavorando anche alla realizzazione di un <a title="Rigassificatore" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/category/rigassificatore">rigassificatore</a> per il quale abbiamo recentemente ottenuto il via libera definitivo</em>».</p>
<p>L&#8217;articolo completo può essere consultato sul sito <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-19/lembargo-europeo-contro-greggio-130239.shtml?uuid=Abwf9VQF" target="_blank">www.ilsole24ore.com</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Documento di valutazione dei rischi: Non solo “sulla carta” &#8211; è la conferma di valore del sistema</title>
		<link>http://blograffineria.gruppoapi.com/2012/04/documento-di-valutazione-dei-rischi-non-solo-sulla-carta-e-la-conferma-di-valore-del-sistema/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente, salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervista con Ing. Giovanni Bartolini: da febbraio 2012 ricopre il ruolo di responsabile della funzione Salute Sicurezza Ambiente e Qualità e dall’ottobre 2011 quello di RSPP dell’azienda, ossia di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. L’RSPP è preposto a coordinare tutte le mansioni inerenti la prevenzione e la protezione sul luogo di lavoro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/giovanni_bartolini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1145" title="Ing. Giovanni Bartolini" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/giovanni_bartolini-150x150.jpg" alt="Ing. Giovanni Bartolini" width="150" height="150" /></a>Intervista con Ing. Giovanni Bartolini:</strong></p>
<p><em>da febbraio 2012 ricopre il ruolo di responsabile della funzione Salute Sicurezza Ambiente e Qualità e dall’ottobre 2011 quello di <a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/glossario/rspp/" title="Glossary: RSPP" onmouseover="tooltip.show('<strong>RSPP:</strong> Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione');" onmouseout="tooltip.hide();">RSPP</a> dell’azienda, ossia di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. L’<a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/glossario/rspp/" title="Glossary: RSPP" onmouseover="tooltip.show('<strong>RSPP:</strong> Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione');" onmouseout="tooltip.hide();">RSPP</a> è preposto a coordinare tutte le mansioni inerenti la prevenzione e la protezione sul luogo di lavoro di persone e cose.</em></p>
<p><span id="more-1144"></span></p>
<p><strong>Ing. Bartolini ci spiega in breve in cosa consiste il suo lavoro?</strong></p>
<p>Il mio ruolo di <a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/glossario/rspp/" title="Glossary: RSPP" onmouseover="tooltip.show('<strong>RSPP:</strong> Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione');" onmouseout="tooltip.hide();">RSPP</a> di fatto prescinde dalla mansione che ricopro in azienda, quella di responsabile della funzione Salute Sicurezza Ambiente e Qualità. Come <a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/glossario/rspp/" title="Glossary: RSPP" onmouseover="tooltip.show('<strong>RSPP:</strong> Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione');" onmouseout="tooltip.hide();">RSPP</a> mi occupo di coordinare un gruppo di lavoro trasversale, il Servizio di Prevenzione e Protezione, che studia ed elabora la complessità dei rischi professionali specifici del sito e definisce appunto le attività di prevenzione e protezione per i lavoratori. Storicamente in api, <a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/glossario/co/" title="Glossary: CO" onmouseover="tooltip.show('<strong>CO (Monossido di Carbonio):</strong> gas prodotto dalla combustione incompleta di carburanti e combustibili fossili. La fonte principale è  rappresentata dai motori a benzina non dotati di marmitta catalitica ossidante.');" onmouseout="tooltip.hide();">cos</a>ì come avviene i genere nelle aziende medio grandi, il ruolo è stato affidato al responsabile SSAQ. A mio avviso quest’associazione è piuttosto funzionale, poiché permette di integrare al meglio le competenze di risorse che lavorano quotidianamente e in maniera dedicata su Salute, sicurezza e ambiente, conoscendo le norme, ma anche la complessità produttiva del sito.</p>
<p><strong>In precedenza lei è stato responsabile del reparto Movimentazione Prodotti, ruolo prettamente operativo&#8230;</strong></p>
<p>Aver condotto un reparto operativo rappresenta un bagaglio prezioso. Quando si fa un lavoro “gestionale” diventa fondamentale la capacità di calarsi anche nelle problematiche operative, affinché le valutazioni fatte non risultino pezzi di carta che poco hanno a che fare con situazioni reali lavorative.</p>
<p><strong>Quali sono gli elementi che rendono un Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) efficace?</strong></p>
<p>Non c’è una ricetta standard, ma, perché il sistema di prevenzione aziendale abbia la massima efficacia, deve permeare tutti i livelli dell’organizzazione, dal management al personale operativo compresi i contrattori, con una diffusione capillare e sentita della cultura della sicurezza. L’azienda attraverso l’SPP deve impegnarsi a fornire una formazione adeguata e un’informazione corretta, deve rispettare e far rispettare tutte le normative tecniche e attuare le condizioni necessarie per una compiuta politica di prevenzione.  noltre può e deve sfruttare la riunione periodica con i rappresentanti dei lavoratori, trasformandola da un obbligo normativo a momento di  pianificazione e verifica congiunta sui temi della salute e della sicurezza.</p>
<blockquote>
<h1>Il sistema di prevenzione aziendale deve permeare tutti i livelli dell&#8217;organizzazione, dal management al personale operativo compresi i contrattori.</h1>
<p><strong>Ing. Giovanni Bartolini</strong><br />
Responsabile della funzione Salute Sicurezza Ambiente e Qualità,<br />
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p><strong>Qual è il suo riferimento principale?</strong></p>
<p>Senza dubbio il documento di valutazione dei rischi (<a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/glossario/dvr/" title="Glossary: DVR" onmouseover="tooltip.show('<strong>DVR (Documento di Valutazione dei Rischi): </strong>documento che classifica e analizza i rischi per la salute e per la sicurezza ai quali sono esposti i lavoratori in relazione alle attività svolte e individua le azioni utili a minimizzarli. Introdotto nell’ambito del D.Lgs. 626/94 e ampliato dal D. Lgs. 81/2008 , il documento rappresenta un obbligo per il datore di lavoro. Il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenze) analizzi i rischi in presenza di ditte appaltatrici');" onmouseout="tooltip.hide();">DVR</a>) che va inteso come una conferma del valore del sistema e non come produzione di documentazione “una tantum”. Il <a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/glossario/dvr/" title="Glossary: DVR" onmouseover="tooltip.show('<strong>DVR (Documento di Valutazione dei Rischi): </strong>documento che classifica e analizza i rischi per la salute e per la sicurezza ai quali sono esposti i lavoratori in relazione alle attività svolte e individua le azioni utili a minimizzarli. Introdotto nell’ambito del D.Lgs. 626/94 e ampliato dal D. Lgs. 81/2008 , il documento rappresenta un obbligo per il datore di lavoro. Il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenze) analizzi i rischi in presenza di ditte appaltatrici');" onmouseout="tooltip.hide();">DVR</a> va considerato come analisi dinamica e in  divenire delle problematiche di igiene e sicurezza del lavoro. Praticamente la base per le riunioni con i rappresentanti dei lavoratori, per confrontarsi e costruire la sicurezza in maniera concreta.</p>
<p><strong>Quali sono le aree prioritarie sulle quali focalizzare l’attenzione del SPP per il futuro?</strong></p>
<p>Senz’altro la formazione e l’informazione. Stiamo già lavorando con Selezione Formazione, Sviluppo per farle evolvere in funzione strategica con programmi integrati e verifiche organiche. Altra area d’interesse è la comunicazione “tecnica” efficace di linee guida e regole da adottare nel sito per condurre le nostre attività “in sicurezza”. Da potenziare infine la presenza in campo, sia come sensibilizzazione che controllo; in proposito da gennaio abbiamo varato un nuovo progetto delle verifiche.</p>
<p><em>di Florinda Zeppilli</em></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Bufera di neve Emergenza minuto per minuto “INSIEME SI PUO!”</title>
		<link>http://blograffineria.gruppoapi.com/2012/03/bufera-di-neve-emergenza-minuto-per-minuto-insieme-si-puo/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 14:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[gelo]]></category>
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		<category><![CDATA[neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto nasce da una notizia dell’Ansa, ampiamente diffusa anche in raffineria: ANCONA, 30 GEN &#8211; Nevicate anche a bassa quota a partire da domani nelle Marche&#8230; previsti lungo la fascia costiera centro-settentrionale 15-20 centimetri&#8230; Sensibile calo delle temperature e gelate notturne in tutta la regione. (ANSA) Il piano di emergenza prevede una iniziale disponibilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto nasce da una notizia dell’Ansa, ampiamente diffusa anche in raffineria:<br />
ANCONA, 30 GEN<em> &#8211; Nevicate anche a bassa quota a partire da domani nelle Marche&#8230; previsti lungo la fascia costiera centro-settentrionale 15-20 centimetri&#8230; Sensibile calo delle temperature e gelate notturne in tutta la regione. (ANSA)</em></p>
<p><strong>Il piano di emergenza prevede una iniziale disponibilità di circa 14 quintali di sale e mezzi dotati di pala meccanica con auto spurghi al seguito. Si provvede alla messa in sicurezza di tutti i ponteggi installati e dei materiali nei cantieri di lavoro.</strong></p>
<p><strong><span id="more-1203"></span>01 febbraio:</strong> piove e si registrano le prime criticità in merito alla viabilità dei sottopassi e all’impianto di depurazione acque di stabilimento.</p>
<p><strong>02 febbraio:</strong> inizia a nevicare e parte la macchina organizzativa con l’obiettivo di garantire la viabilità nelle due arterie principali ai mezzi antincendio e l’accesso sicuro ai mezzi esterni per il rifornimento dei carburanti. Qualche numero sulle forze dispiegate: 2 autospurghi lavastrade (con ausilio di acqua di mare); 2 bobcat; 3 ruspe, circa 20 uomini delle ditte esterne su turno di ventiquattro ore e 5 tecnici di manutenzione che si interfacciano con i colleghi delle operazioni.</p>
<p><strong><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/03/api.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1209" title="api Raffineria di Ancona" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/03/api.jpg" alt="api Raffineria di Ancona" width="650" height="455" /></a><br />
03 febbraio:</strong> Continua a nevicare e arrivano le prime chiamate:</p>
<ul>
<li>il parcheggio ditte non è agibile;</li>
<li>il Sindaco di Cingoli richiede una cisterna di gasolio;</li>
<li>il cancello a scomparsa sul varco principale di stabilimento va in blocco;</li>
<li>ENEL chiama per segnalare che la strada di accesso alla sottostazione non è accessibile;</li>
<li>i tetti galleggianti vanno verificati periodicamente per assicurare l’efficienza dei sistemi di drenaggio;</li>
<li>la strada esterna di decelerazione sulla SS16 per l’accesso delle autobotti non è più esercibile in sicurezza;</li>
<li>i mezzi delle società di trasporto CAF e Transadriatico non riescono a partire per rifornire le reti di distribuzione stradale e autostradale.</li>
</ul>
<p><strong>04 febbraio:</strong> Il vento forte costringe a fare ulteriori verifiche per assicurarsi che non ci sia nessun potenziale pericolo per la sicurezza dei lavoratori.</p>
<p><strong>05 febbraio:</strong> Si lavora per garantire il carico normale dei prodotti come bitume, gasolio, zolfo, ossigeno, <a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/glossario/co2/" title="Glossary: CO2" onmouseover="tooltip.show('<strong>CO2 (Anidride Carbonica):</strong> gas inodore, incolore, insapore prodotto a seguito di processi di combustione, respirazione e decomposizione di materiale organico. Caratterizzato dalla capacità di assorbire le radiazioni infrarosse emesse dalla superficie terrestre, contribuisce al cosiddetto “effetto serra”.');" onmouseout="tooltip.hide();">CO2</a>.</p>
<p><strong>06 febbraio:</strong> le temperature scendono sotto zero. Si affronta il rischio ghiaccio sulle rampe dei sottopassi per le autobotti al carico, saltano i contatori dell’acqua, vanno in difficoltà gli strumenti di impianto, si registra anche qualche disservizio alle docce di emergenza. Questo il vissuto del grande freddo in raffineria con criticità simili ma anche assai diverse da quelle di una città.</p>
<p>Lo slogan rimane però lo stesso <strong>“INSIEME SI PUO!”</strong></p>
<p>Grazie a tutti per la collaborazione incluse le ditte terze.</p>
<p><em>Gianni Lamenza</em><br />
<em> Stefano Tarini</em><br />
<em> Massimiliano Cingolani</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>Volley Game &#8211; Ancora Successi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 17:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande festa al castello di Falconara per la consegna alla Volley Game, da parte della Fipav, del marchio di qualità argento per l’attività giovanile. Premiata anche api raffineria che da anni sostiene la scuola di pallavolo falconarese. Alla cerimonia erano presenti, insieme ad api raffineria, anche gli altri main sponsor: Banca Marche, Brico Center e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/cq2012-250x250.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1193" title="Attività Giovanile FIPAV 2012 - 13" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/04/cq2012-250x250-150x150.gif" alt="Attività Giovanile FIPAV 2012 - 13" width="150" height="150" /></a>Grande festa al castello di Falconara per la consegna alla <a title="Volley Game Falconara" href="http://www.volleygame.info" target="_blank">Volley Game</a>, da parte della Fipav, del marchio di qualità argento per l’attività giovanile. Premiata anche <a title="api raffineria" href="http://blograffineria.gruppoapi.com">api raffineria</a> che da anni sostiene la scuola di pallavolo falconarese. Alla cerimonia erano presenti, insieme ad api raffineria, anche gli altri main sponsor: Banca Marche, Brico Center e Simply Market.</p>
<p><em>c.b.</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>Energia per il grande freddo &#8211; Gas, &#8216;Italia diventi hub per Sud-Europa&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Emanuela Gialli – pubblicato su RAI Televideo A Televideo l’ex presidente dell’Authority per l’Energia, Alessandro Ortis, rassicura: “Per gli approvvigionamenti di gas ci sono difficoltà, ma non è emergenza”. Poi lancia una proposta : &#8216;Con altri 3-5 rigassificatori, l’Italia potrebbe diventare punto di transito per gas diretto al Nord Europa. Con vantaggi tariffari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Emanuela Gialli – pubblicato su <a title="RAI Televideo" href="http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=11485">RAI Televideo</a></strong></p>
<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/rai_televideo1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1137" title="RAI Televideo" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/rai_televideo1.jpg" alt="RAI Televideo" width="150" height="47" /></a>A Televideo l’ex presidente dell’Authority per l’Energia, Alessandro Ortis, rassicura: “Per gli approvvigionamenti di gas ci sono difficoltà, ma non è emergenza”. Poi lancia una proposta : &#8216;Con altri 3-5 rigassificatori, l’Italia potrebbe diventare punto di transito per gas diretto al Nord Europa. Con vantaggi tariffari e remunerazioni per i servizi&#8217;</p>
<p>In Italia sono due attualmente gli impianti di rigassificazione, uno si trova a Panigaglia, nel Golfo di La Spezia, l’altro a Rovigo. Proprio questo sulla carta sarebbe il più produttivo, con una capacità di erogazione di 8 miliardi di metri cubi di gas l’anno e di 26 milioni di metri cubi ogni giorno, ma le navi che trasportano il gas naturale allo stato liquido, provenienti in particolare dal Qatar, non riescono ad attraccare per le cattive condizioni del mare e gli arrivi si sono molto ridotti negli ultimi giorni. L’impianto dunque funziona a intermittenza. La situazione è analoga per Panigaglia, che eroga tre miliardi di metri cubi di gas all’anno.</p>
<p><span id="more-1135"></span>In generale, gli approvvigionamenti di gas scarseggiano, per il gelo che avvolge il Vecchio Continente, ma, a volte, anche per ragioni politiche, con il braccio di ferro che quasi ogni inverno ad esempio l’Ucraina ripropone, forte delle sue condotte di alimentazione. La minaccia di chiudere i rubinetti è sempre in agguato. Ma il gas, attraverso le “pipeline”, arriva anche dalla Russia, dalla Libia, dall’Algeria, dall’Austria, dall’Olanda e dalla Norvegia L’Italia ne produce un po’, ma certo non mette al sicuro dal rischio di interruzioni nell’erogazione dall’estero.</p>
<p>Ecco perché su tutto il territorio italiano sono dislocati numerosi stabilimenti di “stoccaggio”, dove il gas viene immagazzinato, magari d’estate, quando il consumo si riduce, per far fronte alle emergenze. In queste “riserve” sono accumulati 15,6 miliardi di metri cubi di gas naturale, di cui 5,1 sono però bloccati per “usi strategici”.<br />
Questo è il quadro in Italia. Se però i rigassificatori da due diventassero sei o sette, l’autonomia sarebbe maggiormente assicurata. D’altronde, i Paesi fornitori aumentano (per molti la fornitura di gas rappresenta una consistente fonte di guadagno per le proprie economie), l’offerta di gas è sempre in crescita, il consumo pure. Ma sono le infrastrutture a fare la differenza: una rete efficiente garantisce il Paese che la crea da un lato dal rischio di una costante, graduale inefficienza energetica, dall’altro da una insidiosa subordinazione alle altrui politiche di approvvigionamento. Ma in special modo consente di acquisire una rilevante incidenza politica.<br />
Tornando al freddo che si vive in questi giorni, in quale stato si trova l’Italia riguardo alla disponibilità di gas? Risponde Alessandro Ortis, ex presidente dell’Authority per l’Energia ed esperto del settore.</p>
<p><strong>Qual è la situazione degli approvvigionamenti di Gas? E’ emergenza, ingegner Ortis? </strong>C’è qualche sofferenza, ma dovrebbero essere superate. E’ vero anche che abbiamo un significativo assorbimento giornaliero in considerazione delle cattive condizioni meteo. Ma è alta l’attenzione del Comitato per il monitoraggio e l’emergenza, istituito dal Ministero (dello Sviluppo Economico, ndr). Dunque, bene l’allerta, ma direi nessun allarmismo. La tutela per le famiglie è massima.</p>
<p><strong>Di quanto gas ha bisogno l’Italia in questi giorni di grande freddo? </strong>Pochi giorni fa abbiamo toccato il picco di 466 milioni metri cubi di gas al giorno. Alcuni anni fa avevamo raggiunto anche i 480 milioni. Si potrebbe arrivare a sfiorare i 500 milioni metri cubi di gas al giorno. Noi dobbiamo avere un sistema che soddisfa i consumi dell’anno, ma soprattutto i consumi “di picco”. Al momento disponiamo di quattro gasdotti che riforniscono il nostro Paese: il primo ci collega via Austria, passando per la Slovacchia, fino alla Russia, per l’ingresso del gas a Tarvisio. Poi, al Nord ancora, c’è il gasdotto di ingresso al Passo Gries (Verbania), per l’importazione dall’Olanda e dalla Norvegia, soprattutto. C’è la condotta per il gas algerino, che arriva in Sicilia, dove giunge anche quello dalla Libia. Oltre a questi quattro corridoi, ci sono i rigassificatori e la produzione nazionale. Al momento del picco, si ha a disposizione circa 350 milioni di metri cubi al giorno. Se la punta del consumo è superiore a questo livello, il gas deve essere prelevato dagli stoccaggi.</p>
<p><strong>Gli stoccaggi sono dei grandi magazzini di gas? </strong>Sì. In primo luogo, garantiscono la sicurezza di accedere al gas quando la fornitura diretta non riesce a rispondere alla domanda. La seconda virtù degli stoccaggi è l’aspetto economico. E’ possibile infatti riempirli di gas, magari acquistato in estate a prezzi più basi di quelli invernali.</p>
<p><strong>Gli stoccaggi sono anche in Italia, ovviamente? </strong>Sì, ne abbiamo. Queste sorgenti, per <a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/glossario/co/" title="Glossary: CO" onmouseover="tooltip.show('<strong>CO (Monossido di Carbonio):</strong> gas prodotto dalla combustione incompleta di carburanti e combustibili fossili. La fonte principale è  rappresentata dai motori a benzina non dotati di marmitta catalitica ossidante.');" onmouseout="tooltip.hide();">cos</a>ì dire, devono essere all’interno del territorio italiano. Però, l’attuale volume di stoccaggio va incrementato, perché al momento sono solo di 15,6 miliardi di metri cubi di gas. Di questi, 5 miliardi sono di stoccaggio “strategico”.</p>
<p><strong>Ingegner Ortis, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nei giorni scorsi ha invitato ad attingere alle scorte. A chi si riferiva? </strong>Alle aziende che hanno contratti di fornitura gas che si possono interrompere. C’è un insieme di aziende “energivore” (che ‘mangiano’ energia, ndr), ad esempio dell’acciaio, metallurgiche, della carta, della ceramica, notoriamente forti consumatrici di gas, che volontariamente accettano di esser soggette a sospensione dell’alimentazione, in caso di necessità, come in questi giorni, a fronte di un vantaggio tariffario. Certo, l’interruzione della produzione, pur comunicata con preavviso, soprattutto in questo periodo, non è la piacevole. Per questo, Marcegaglia è intervenuta per sollecitare un maggior utilizzo degli stoccaggi. Ma resta fermo che i contratti sono stati stipulati e sono remunerati.</p>
<p><strong>Gli attuali rigassificatori non bastano? </strong>E&#8217; sufficiente dire che la Spagna ne ha sei, noi solo due. L’Italia avrebbe bisogno di almeno 4-5 rigassificatori in più, perché con questi nuovi impianti si potrebbe far meglio fronte alle punte invernali, anche nell’ipotesi in cui si bloccasse del tutto una delle grandi direttrici, ad esempio Russia o Algeria. Inoltre, consentono di rendere più diversificati ed economici gli approvvigionamenti di gas.</p>
<p><strong>Quelli già autorizzati sarebbero gli impianti di Livorno, Gioia Tauro e Porto Empedocle? </strong>Livorno non è molto grande: erogherebbe 4 miliardi di metri cubi di gas l’anno e dovrebbe essere disponibile alla fine del 2012. Poi c’è Porto Empedocle, per 8 miliardi di metri cubi l’anno. E ancora, Falconara, Brindisi, Trieste, Gioia Tauro, quest&#8217;ultimo autorizzato pochi giorni fa dal Ministero dell’Ambiente, Augusta e altri in progetto, come Taranto, Ravenna e Rosignano. Comunque, si tratta di fare in modo che si aprano i cantieri e che concretamente si realizzino presto almeno i primi quattro.</p>
<p><strong>Ma quanto sono pericolosi i rigassificatori? </strong>Non c&#8217;è da temere. Il trasporto del gas liquido viene fatto a basse temperature, ma a pressione atmosferica, e il processo di rigassificazione è un processo fisico e non chimico.</p>
<p><strong>E quanto è strategica un’efficiente rete di rigassificatori? </strong>Se ci diamo da fare, il problema di oggi può diventare un’opportunità. Ho sempre detto, nelle mie relazioni al Parlamento e al Governo, che l’Italia potrebbe diventare l’”hub” del Sud Europa. Detto in altri termini, non dobbiamo essere soltanto un Paese che si preoccupa dei suoi inverni e che è solo un consumatore, ma dovremmo diventare, perché no, vista anche la nostra posizione geografica molto favorevole, un Paese di transito. Fedro diceva che è meglio stare a monte del ruscello, no? Se noi ampliassimo gli stoccaggi e la rete dei rigassificatori e, aggiungo, potenziassimo i gasdotti, con due nuovi collegamenti, il primo Algeria-Italia, via Sardegna, fino alla Toscana; il secondo, a Sud dell’Adriatico, verso Est, per alimentarsi, tramite la Turchia, del gas che arriva dal Caspio &#8211; e questo diversificherebbe le fonti, con uno sgravio sulle tariffe &#8211; potremmo di immaginare di ricevere il gas, non solo per consumarlo, ma anche per venderlo, farlo transitare, verso il Nord, in modo da invertire il flusso sulle Alpi. Questo in gergo significherebbe diventare un “hub” del Sud Europa. Siccome anche l’Europa aumenterà i suoi consumi di gas, i nostri servizi di fornitura e di stoccaggio sarebbero preziosi e adeguatamente remunerati.</p>
<p>Fonte: <a title="RAI Televideo" href="http://www.televideo.rai.it">RAI Televideo</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Energia: Sei anni sprecati dalla prima crisi del gas &#8211; ecco perché l&#8217;Italia è ancora in emergenza</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 11:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Luca Pagni – pubblicato il 10.02.2012 da La Reppublica Un rigassificatore e qualche stoccaggio in più. Sono passati sei anni dall&#8217; ultima crisi che aveva portato l&#8217; Italia a una passo dal rimanere senza gas. E gli italiani al gelo. Allora fu soprattutto il braccio di ferro tra Russia e Ucraina a bloccare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Luca Pagni – pubblicato il 10.02.2012 da <a title="L' energia Sei anni sprecati dalla prima crisi del gas ecco perché l' Italia è ancora in emergenza" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/10/energia-sei-anni-sprecati-dalla-prima.html" target="_blank">La Reppublica</a></strong></p>
<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/la_repubblica_logo2lev.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1131" title="La Reppublica" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/la_repubblica_logo2lev.png" alt="La Reppublica" width="147" height="60" /></a>Un rigassificatore e qualche stoccaggio in più. Sono passati sei anni dall&#8217; ultima crisi che aveva portato l&#8217; Italia a una passo dal rimanere senza gas. E gli italiani al gelo. Allora fu soprattutto il braccio di ferro tra Russia e Ucraina a bloccare le esportazioni. Ora è l&#8217; ondata di gelo eccezionale. Sei anni di molti progetti &#8220;sulla carta&#8221; per far uscire il nostro paese dalla dipendenza dei &#8220;soliti&#8221; Paesi (Russia e Algeria valgono da sole il 64% delle importazioni di metano).</p>
<p><span id="more-1128"></span>E per evitare che i rifornimenti necessari per non rimanere al gelo ma anche al buio (due centrali elettriche su tre in Italia vanno a gas) dipendano solo dai tubi in arrivo dall&#8217; Africa, dal mare del Nord o dalla steppa russa. Sei anni per cercare di trasformare il mercato del gas in un mercato liberalizzato almeno come quello dell&#8217; energia elettrica. Invece, di tutti i progetti è diventato realtà solo il rigassificatore di Rovigo, tra l&#8217; altro fortemente voluto dagli Usa nel tentativo di arginare lo strapotere del colosso russo Gazprom in Europa, nonché nel nostro Paese.</p>
<p>Ecco perché il tema delle infrastrutture del gas sono in cima all&#8217; agenda del governo. Come ha ricordato anche ieri il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Il quale, per esempio, ha definito «intollerabile l&#8217; immobilismo amministrativo rispetto ad alcune importanti prospettive di crescita delle infrastrutture legate alla produzione di gas». Ha promesso, a breve, l&#8217; avvio della Borsa del gas. Ed è tornato a parlare della separazione proprietaria tra Eni e Snam perché «possa più agilmente sviluppare le necessarie infrastrutture (rigassificatori, gasdotti e stoccaggi) e operare in coordinamento con gli altri gestori europei di rete in modo da contribuire al funzionamento di un mercato del gas europeo liquido e concorrenziale». In altre parole: per evitare nuove emergenze.</p>
<p>Fonte: <a title="La Reppublica" href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">La Reppublica</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Gas, il maltempo costerà 135 euro in più a famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roy Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Enza Cusmai – pubblicato il 10.02.2012 da Il Giornale Non per essere cinici. Ma anche se imperversa il Blizzard bisogna pur capire quanto ci costerà questo gelido febbraio. Ed è roba da far rizzare i capelli. L&#8217;elenco delle spese fuoriprogramma è lungo. Le famiglie si sono dotati di doposci e di catene da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di <a title="Enza Cusmai" href="http://www.ilgiornale.it/autore/enza_cusmai/id=5390" target="_blank">Enza Cusmai</a> – pubblicato il 10.02.2012 da <a title="Il Giornale" href="http://www.ilgiornale.it" target="_blank">Il Giornale</a></strong></p>
<p><a href="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/logo_interne1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1122" title="Il Giornale" src="http://blograffineria.gruppoapi.com/wp-content/uploads/2012/02/logo_interne1.png" alt="Il Giornale" width="150" height="20" /></a>Non per essere cinici. Ma anche se imperversa il Blizzard bisogna pur capire quanto ci costerà questo gelido febbraio. Ed è roba da far rizzare i capelli.</p>
<p>L&#8217;elenco delle spese fuoriprogramma è lungo. Le famiglie si sono dotati di doposci e di catene da neve per l&#8217;automobile. Poi bisogna aprire il portafogli per le ammaccature alla carrozzeria causate dal ghiaccio e per le gomme che si spaccano come il burro contro il marciapiede (le officine sono zeppe di nuovi clienti). Aggiungiamo poi i rincari di frutta e verdura provocati dalle gelate e come ciliegina sulla torta mettiamoci la bolletta per il riscaldamento, che diventa una voce di spesa molto insidiosa.</p>
<p><span id="more-1120"></span>Più fa freddo fuori più si consuma metano per scaldare le case. E in questa prima settimana di febbraio si è consumato il 30% rispetto allo stesso periodo del mese scorso. <a class="glossaryLink" href="http://blograffineria.gruppoapi.com/glossario/co/" title="Glossary: CO" onmouseover="tooltip.show('<strong>CO (Monossido di Carbonio):</strong> gas prodotto dalla combustione incompleta di carburanti e combustibili fossili. La fonte principale è  rappresentata dai motori a benzina non dotati di marmitta catalitica ossidante.');" onmouseout="tooltip.hide();">Cos</a>ì, secondo Federconsumatori, se questo freddo eccezionale continuerà, si registrerà un aumento del consumo medio di metano di 150 metri cubi che corrispondono a 135 euro in più da pagare in bolletta. Dunque, ai 1.400 metri cubi che mediamente si consumano in inverno, dobbiamo aggiungere quei 150 metri cubi extra usati per combattere il grande freddo. E alla fine del 2012 il costo per ogni famiglia sarà di 1.411 euro. La spesa più alta mai registrata fino ad ora.</p>
<p>Non è finita. C&#8217;è pure il rischio che, a causa dell&#8217;aumento della domanda di gas, cresca il prezzo su base internazionale di un 10-15%. Un rincaro che potrebbe trovarsi in bolletta già dal prossimo trimestre se non si interviene a mitigare questi costi. Qualcosa il governo può fare dice, l&#8217;Associazione dei consumatori. Innanzitutto vanno rivisti i criteri di accesso al bonus gas per sostenere le famiglie in difficoltà. In più bisogna ridurre l&#8217;imposizione fiscale che incide su ogni metro cubo consumato. Attualmente è del 37% contro il 20% della media europea. Serve dunque un adeguamento ai parametri Ue ma non solo. «Sarebbe importante &#8211; sottolinea Federconsumatori &#8211; l&#8217;utilizzo delle riserve strategiche per calmierare i prezzi a livello internazionale e nazionale».</p>
<p>Cresce il metano ma non solo. L&#8217;aumento della domanda solletica l&#8217;offerta, in ogni settore. Prendiamo gli alimentari. La prospettiva di una nuova ondata di maltempo ha spinto molti a comprare il 20% in più di quanto necessario. Ma queste scorte, dice la Coldiretti, sono pericolose perché favoriscono fenomeni speculativi. I prezzi di frutta e verdura, per esempio, sono già saliti almeno del 10%. E se i consumatori devono fare i conti con forniture ridotte e prezzi in rialzo, il danno per la filiera agroalimentare ha raggiunto ora i duecento milioni di euro. Almeno 100mila tonnellate di prodotti alimentari sono andate distrutte. Poi vanno aggiunti i maggiori costi di riscaldamento per serre e stalle e i danni strutturali a decine di stalle ed edifici rurali crollati sotto il peso della neve. Molte piante in campo e nei vivai sono state danneggiate e uccisi centinaia di animali tra mucche, pecore, cavalli, conigli e polli uccisi.</p>
<p>Le temperature rigide cominciano a intaccare anche le piante di ulivo, da vite e da frutto più giovani. E serviranno alcuni anni prima che quelle ripiantate possano cominciare a produrre.</p>
<p><em>Fonte: <a title="Gas, il maltempo costerà 135 euro in più a famiglia" href="http://www.ilgiornale.it/interni/gas_maltempo_costera_135_euro_piu_famiglia/10-02-2012/articolo-id=571378-page=0-comments=1" target="_blank">Il Giornale</a></em></p>]]></content:encoded>
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