Foto-120907_-013
Foto-120907_033
Foto-120907_092
Foto-120907_073
Foto-120907_063
Gas, il maltempo costerà 135 euro in più a famiglia
10 febbraio 2012
Energia per il grande freddo – Gas, ‘Italia diventi hub per Sud-Europa’
15 febbraio 2012

Energia: Sei anni sprecati dalla prima crisi del gas – ecco perché l’Italia è ancora in emergenza

Articolo di Luca Pagni – pubblicato il 10.02.2012 da La Reppublica

La ReppublicaUn rigassificatore e qualche stoccaggio in più. Sono passati sei anni dall’ ultima crisi che aveva portato l’ Italia a una passo dal rimanere senza gas. E gli italiani al gelo. Allora fu soprattutto il braccio di ferro tra Russia e Ucraina a bloccare le esportazioni. Ora è l’ ondata di gelo eccezionale. Sei anni di molti progetti “sulla carta” per far uscire il nostro paese dalla dipendenza dei “soliti” Paesi (Russia e Algeria valgono da sole il 64% delle importazioni di metano).

E per evitare che i rifornimenti necessari per non rimanere al gelo ma anche al buio (due centrali elettriche su tre in Italia vanno a gas) dipendano solo dai tubi in arrivo dall’ Africa, dal mare del Nord o dalla steppa russa. Sei anni per cercare di trasformare il mercato del gas in un mercato liberalizzato almeno come quello dell’ energia elettrica. Invece, di tutti i progetti è diventato realtà solo il rigassificatore di Rovigo, tra l’ altro fortemente voluto dagli Usa nel tentativo di arginare lo strapotere del colosso russo Gazprom in Europa, nonché nel nostro Paese.

Ecco perché il tema delle infrastrutture del gas sono in cima all’ agenda del governo. Come ha ricordato anche ieri il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Il quale, per esempio, ha definito «intollerabile l’ immobilismo amministrativo rispetto ad alcune importanti prospettive di crescita delle infrastrutture legate alla produzione di gas». Ha promesso, a breve, l’ avvio della Borsa del gas. Ed è tornato a parlare della separazione proprietaria tra Eni e Snam perché «possa più agilmente sviluppare le necessarie infrastrutture (rigassificatori, gasdotti e stoccaggi) e operare in coordinamento con gli altri gestori europei di rete in modo da contribuire al funzionamento di un mercato del gas europeo liquido e concorrenziale». In altre parole: per evitare nuove emergenze.

Fonte: La Reppublica