Foto-120907_-013
Foto-120907_033
Foto-120907_092
Foto-120907_073
Foto-120907_063
api Raffineria di Ancona
Bufera di neve Emergenza minuto per minuto “INSIEME SI PUO!”
30 marzo 2012
L’embargo europeo contro il greggio iraniano ennesima doccia fredda per le raffinerie italiane
23 aprile 2012

Documento di valutazione dei rischi: Non solo “sulla carta” – è la conferma di valore del sistema

Ing. Giovanni BartoliniIntervista con Ing. Giovanni Bartolini:

da febbraio 2012 ricopre il ruolo di responsabile della funzione Salute Sicurezza Ambiente e Qualità e dall’ottobre 2011 quello di RSPP dell’azienda, ossia di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. L’RSPP è preposto a coordinare tutte le mansioni inerenti la prevenzione e la protezione sul luogo di lavoro di persone e cose.

Ing. Bartolini ci spiega in breve in cosa consiste il suo lavoro?

Il mio ruolo di RSPP di fatto prescinde dalla mansione che ricopro in azienda, quella di responsabile della funzione Salute Sicurezza Ambiente e Qualità. Come RSPP mi occupo di coordinare un gruppo di lavoro trasversale, il Servizio di Prevenzione e Protezione, che studia ed elabora la complessità dei rischi professionali specifici del sito e definisce appunto le attività di prevenzione e protezione per i lavoratori. Storicamente in api, così come avviene i genere nelle aziende medio grandi, il ruolo è stato affidato al responsabile SSAQ. A mio avviso quest’associazione è piuttosto funzionale, poiché permette di integrare al meglio le competenze di risorse che lavorano quotidianamente e in maniera dedicata su Salute, sicurezza e ambiente, conoscendo le norme, ma anche la complessità produttiva del sito.

In precedenza lei è stato responsabile del reparto Movimentazione Prodotti, ruolo prettamente operativo…

Aver condotto un reparto operativo rappresenta un bagaglio prezioso. Quando si fa un lavoro “gestionale” diventa fondamentale la capacità di calarsi anche nelle problematiche operative, affinché le valutazioni fatte non risultino pezzi di carta che poco hanno a che fare con situazioni reali lavorative.

Quali sono gli elementi che rendono un Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) efficace?

Non c’è una ricetta standard, ma, perché il sistema di prevenzione aziendale abbia la massima efficacia, deve permeare tutti i livelli dell’organizzazione, dal management al personale operativo compresi i contrattori, con una diffusione capillare e sentita della cultura della sicurezza. L’azienda attraverso l’SPP deve impegnarsi a fornire una formazione adeguata e un’informazione corretta, deve rispettare e far rispettare tutte le normative tecniche e attuare le condizioni necessarie per una compiuta politica di prevenzione.  noltre può e deve sfruttare la riunione periodica con i rappresentanti dei lavoratori, trasformandola da un obbligo normativo a momento di  pianificazione e verifica congiunta sui temi della salute e della sicurezza.

Il sistema di prevenzione aziendale deve permeare tutti i livelli dell’organizzazione, dal management al personale operativo compresi i contrattori.

Ing. Giovanni Bartolini
Responsabile della funzione Salute Sicurezza Ambiente e Qualità,
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

 

Qual è il suo riferimento principale?

Senza dubbio il documento di valutazione dei rischi (DVR) che va inteso come una conferma del valore del sistema e non come produzione di documentazione “una tantum”. Il DVR va considerato come analisi dinamica e in  divenire delle problematiche di igiene e sicurezza del lavoro. Praticamente la base per le riunioni con i rappresentanti dei lavoratori, per confrontarsi e costruire la sicurezza in maniera concreta.

Quali sono le aree prioritarie sulle quali focalizzare l’attenzione del SPP per il futuro?

Senz’altro la formazione e l’informazione. Stiamo già lavorando con Selezione Formazione, Sviluppo per farle evolvere in funzione strategica con programmi integrati e verifiche organiche. Altra area d’interesse è la comunicazione “tecnica” efficace di linee guida e regole da adottare nel sito per condurre le nostre attività “in sicurezza”. Da potenziare infine la presenza in campo, sia come sensibilizzazione che controllo; in proposito da gennaio abbiamo varato un nuovo progetto delle verifiche.

di Florinda Zeppilli